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Immigrazione: i frutti velenosi di un’informazione sbagliata Cronaca

Prato – Di accoglienza, integrazione e intercultura si è parlato ieri sera al Prato City per dare il via all’iniziativa del partito Radicale “Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie“.
 
L’occasione è quella del libro del giornalista Jacopo Storni “Siamo tutti terroristi”, nella cui prefazione Emma Bonino ha scritto: “L’immigrazione è una risorsa abbiamo bisogno degli immigrati. Siano benedetti i sei milioni di immigrati regolari residenti nel nostro Paese… Invece che aiutarli a casa loro, io dico: aiutateci a casa nostra”.

Hanno partecipato, accanto al sindaco Matteo Biffoni, Antonella Soldo (Radicali Italiani), Don Jean-Jacques Ilunga (Parroco di San Paolo a Stagnana), Roberto Macrì (Fondazione Opera Santa Rita), Andrea Dominijanni (Adesso Prato),  Nicoletta Ulivi (Libera Prato “Calogero Tramuta”), Giulia Giraudo (Prato2040), Lorenzo Andreini (MFE-GFE Sezione di Prato) e Jonathan Targetti, radicale di Prato nelle vesti di moderatore.

Definito da più parti un racconto sull’immigrazione positiva attraverso un viaggio nell’Italia multiculturale dove chi è venuto da altri Paesi è diventato in tante città risorsa e valore aggiunto, il libro “nasce da una frustrazione umana e giornalistica, quella cioè di veder rappresentati gli immigrati solo ed in un certo modo, per colpa anche di una certa politica e di certi media – ha detto l’autore – Oggi purtroppo gli immigrati sono rappresentati come profughi,richiedenti asilo, oppure spacciatori, delinquenti, poveracci, terroristi, di qui il titolo al mio libro che è una ironica provocazione al linguaggio di uso corrente.”

E a chi gli ricorda che in Italia ci sono 180mila profughi, il giornalista scrittore risponde: “Nel nostro Paese ci sono anche immigrati imprenditori, sacerdoti, medici, professori, avvocati che però nella maggior parte dei casi proprio perché vittime del pregiudizio dilagante sono scambiate per persone che fanno altro.” 

Questo perché, complice un’informazione poco equilibrata, l’italiano medio pensa che nel nostro Paese gli immigrati rappresentino il 35% della popolazione quando in realtà essi sono soltanto l’8%: “Se accendo la televisione e sento parlare tutti i giorni solo di macchine gialle, avrò la sensazione di essere circondato da macchine gialle, pur essendoci in giro macchine rosse, verdi e di altri colori.”

Una sovraesposizione mediatica che non rende giustizia anche perché “se gli immigrati costano allo Stato 10 miliardi l’anno,è vero anche che l’evasore fiscale ne costa allo Stato 110 miliardi, la corruzione 60 milardi”. Storni invita a raccontare anche un’altra faccia dell immigrazione “non per andare controcorrente” ma perché essa è una realtà nuova fatta anche di inclusione  per superare  i pregiudizi e andare oltre gli stereotipi e luoghi comuni.

L’importanza di quest’incontro che si inserisce in una serie di iniziative organizzate in collaborazione con i Radicali per offrire una informazione in controtendenza, viene spiegata da Andrea Dominijanni coordinatore di Adesso Prato,  dai giornalisti Iacopo Iacoboni, Canestrari e Biondo, a Federica Angeli per portare avanti una mini rivoluzione in tema di informazione e per ribadire che queste persone hanno avuto un gran coraggio nel raccontare cose che sono anche scomode.”

Di opportunità invece ha parlato il Sindaco di Prato che a conclusione del dibattito: “A chi arriva nel nostro Paese dobbiamo offrire le gambe per potersi muovere come succede per chiunque voglia scommettere sul proprio futuro andando via dalla propria terra. Diamo loro gli stessi strumenti che vengono offerti ai nostri ragazzi che si trasferiscono a Londra o negli Stati Uniti. Oggi purtroppo vediamo che l’immigrazione è diventato terreno di scontro politico, perché essa porta voti.”
 
E spiega che in Italia dall’inizio dell’anno sono sbarcati 27 mila persone,un numero gestibile per un Paese come l’Italia che è l’ottava potenza nel mondo purché essa  si doti di strumenti come lo Sprar che oggi in Senato invece stanno disfacendo. Un sistema che rappresentava un percorso migliorabile, ma che dava delle risposte alle emergenze sul territorio.
 
E ricorda  l’articolo 10 della Costituzione italiana  che sancisce il diritto di asilo a chi arriva nel nostro Paese,e ne vieta l’estradizione per motivi politici.
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