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Immigrazione: in cinque anni in Italia si è dimezzata Economia

Parigi – La crisi ha avuto un forte impatto sul flusso delle immigrazioni, con un calo tra il 2007 e il 2012 del 15%, una flessione che è stata particolarmente sensibile in Italia con il numero degli immigrati passato da 572.000  a 258.000 ( – 55% flessione).

L’Italia scende così di qualche gradino nella classifica dei paesi dell”Ocse a maggiore immigrazione, attestandosi al quinto posto dietro Stati Uniti (oltre un milione), Germania (dove si sfiorano i 400.000), Gran Bretagna (286.000) e Francia (259.000). Nel 2006 era al terzo posto, dopo Usa e Spagna.

Sono questi dati resi noti oggi a Parigi dall’organizzazione che riunisce i paesi industrializzati del mondo nel suo rapporto sulle prospettiva sull’immigrazione 2014( ma molti dati disponibili si fermano al 2012).  Secondo il documento il 58% degli immigrati ha un lavoro stabile. Il ritratto tipico dell’immigrato è intanto molto cambiato: “Nei paesi dell’Ocse il numero delle persone nate all’estero con un livello di istruzione elevato è aumentato del 70% negli ultimi 10 anni, superando così i 32 milioni”,  si legge nel rapporto precisando che sono 115 milioni le persone che vivono in un paese dell’Ocse senza esservi nati. In Italia, rileva però , il livello di istruzione è bassissimo, fra i più bassi della zona Ocse sottolineando come questo sia un fattore di criticità con “potenziale rischio per il futuro”. Il governo italiano deve anche affrontare, si legge, il problema delle politiche di integrazione e dell’occupazione dei giovani.

Se gli immigrati hanno registrato un calo quella dei rifugiati ha invece registrato un aumento del 48%, contro a una media OCSE del 20%. Quanto all’emergenza sbarchi, l’Ocse indica come, dopo un breve rallentamento nel 2012, il flusso abbia ripreso in modo impressionante passando dai 43.000 del 2013 a 150.000 di quest’anno. L’organizzazione auspica così una sempre più stretta collaborazione a livello europeo per cercare una migliore gestione del fenomeno. Secondo il rapporto, nel 2012 gli immigrati permanenti erano in Italia 4,4 milioni, pari al 7,4% della popolazione e al 10% di quella attiva. La più forte comunità è quella romena ( quasi un milione), seguita da quella albanese, marocchina e cinese.

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