energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Impatto covid, ansia, paura e crisi di panico per chi cerca lo psicologo Breaking news, Cronaca

Firenze – L’età media è di 50 anni, il genere per lo più femminile. E’ questo il profilo dell’utente che con più frequenza ha richiesto il supporto dell’Ordine degli psicologi della Toscana che con il Comune di Firenze ha attivato le linee telefoniche dedicate, con 400 psicologi all’ascolto. 

Le situazioni più comuni, stati di ansia e paura, preoccupazione per familiari, parenti, amici e richiesta supporto per attacchi di panico. Il bilancio del servizio di sostegno psicologico offerto dagli psicologi toscani durante il lockdown ai fiorentini e a tutti i toscani è stato presentato oggi a Palazzo Vecchio dall’assessore a Welfare e Sanità Andrea Vannucci, dalla presidente e dal vicepresidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana Maria Antonietta Gulino e Simone Mangini.

Le linee telefoniche. La prima linea a carattere informativo è stata attivata il 16 marzo 2020 e ha terminato di essere attiva il 18 maggio con l’avvio della fase 2. La seconda linea telefonica, quella di supporto psicologico realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, è stata attivata il 24 marzo ed è stata chiusa il 30 maggio e prevedeva fino a 2 follow up. Dal 16 marzo sono state registrate 808 chiamate, di queste 564 chiamate (69,8%) sono state registrate sulla linea 1 e le restanti 244 (30,2%) sulla seconda linea. Delle chiamate arrivate alla linea 1 il 3,5% dei soggetti ha chiamato più volte.

Rispetto alla seconda linea è possibile rilevare che ci sono stati 50 primi follow up richiesti, mentre 40 soggetti hanno usufruito anche del secondo follow up. L’età media delle persone che hanno usufruito del servizio è stata di 50 anni. L’età minima 18 anni, mentre l’età massima 91 anni. Rispetto al sesso il 69,7% delle chiamate sono arrivate da donne e il 30,3% da uomini.

Chi ha chiamato. L’80,7% sono cittadini, il 12% gli stessi psicologi, il 5% (40) operatori sanitari, il 2,3% altre persone.

Da dove hanno chiamato. Secondo quanto riporta l’indagine il 48,9% delle chiamate sono arrivate da Firenze e provincia; da Lucca l’8,1%, da Siena il 7,5%, da Livorno il 6,8%, da Pisa il 6,4%, da Pistoia il 5,6%, da Arezzo il 5,3%, da Prato il 4,4%, da Grosseto il 2,7% e da Massa Carrara l’1,7%. Sono arrivate anche chiamate da fuori regione (2,4%) (Lombardia, Bergamo, Lecco; Liguria, Sestri Levante; Emilia Romagna, Modena, Bologna; Veneto, Sicilia, Lazio, Umbria e Campania), 2 chiamate dall’estero (Francia).

Motivo della chiamata. I primi giorni di attivazione della linea sono state ricevute più richieste di tipo informativo, poi successivamente si sono trasformate in richieste prevalentemente di supporto e ascolto. Questa esigenza ha alimentato l’attivazione della linea due. Le richieste di tipo informativo sono state circa il 20% mentre quelle di supporto circa il 75%. A queste si aggiunge un 5% circa di richieste che non riguardano la situazione di emergenza Covid-19.

Motivi di richiesta di supporto. Prevale la motivazione legata a stati di ansia e paura (circa il 31%), la ricerca di un supporto generico spinto da un bisogno di ascolto (17%), seguono richiesta di supporto per la preoccupazione per familiari/parenti/amici (10%), supporto per una psicopatologia pregressa (8,1%), supporto per attacchi di panico (7,0%). La ricerca di supporto per preoccupazioni collegate al lavoro rappresenta il 3,8% della motivazione della chiamata alla linea, per il 2,2% il supporto viene ricercato perché è in quarantena obbligatoria l’1,5% perché risultati positivi al Covid- 19. Fra le richieste di informazioni le informazioni generiche hanno riguardato il 5,7% delle chiamate ricevute, l’8,4% informazioni sui DPCM e il 2,8% richieste tecniche da colleghi psicologi, l’1,6% informazioni per minori, 0,9% altro.

Invii. Dal 30 marzo ci sono stati 342 inserimenti rispetto all’invito a contattare i riferimenti che costituivano la rete di supporto che collaborava con l’Ordine degli psicologi della Toscana. Di questi soggetti 24,6% sono stati invitati a contattare un professionista psicologo attraverso il sito dell’OPT, il 12,6% è stato invitato a contattare la linea 2 dell’OPT, il 5,3% sono stati inviati ad un Centro di consulenza familiare, il 5,8% a contattare uno psicologo attraverso il sito CNOP, il 5,3% a rivolgersi a Sipem, il 2,3% a contattare lo sportello di ascolto del Meyer, l’1,2% a rivolgersi allo Sportello di psiconcologia e supporto al lutto della asl, lo 0,6% a contattare il Centro Java, lo 0,8% è stato invitato a contattare il 1522. A questi si aggiungono gli invii al SSR, ai professionisti che già avevano in carico il soggetto, i medici di base, i servizi sociali e le associazioni del territorio per un totale di circa il 18%. Il 24% delle chiamate ricevute non hanno previsto l’invio.

 

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »