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Crisi, boom dei reati tributari Economia

I reati tributari esplodono nella crisi. Nei primi dieci mesi del 2011 sono stati scoperti ben 100 evasori totali in Toscana (+25% rispetto all’anno prima). Mentre nell’ultimo quinquennio, le violazioni accertate dalla Guardia di Finanza hanno subito un’impennata di oltre il 40%. Sarà il proliferare di manovre al limite della legalità, per l’arte italica d’arrangiarsi nei momenti di difficoltà. O sarà una maggiore efficienza delle Fiamme gialle, che possono contare ogni anno su strumenti di accertamento sempre più sofisticati. Sta di fatto che a ottobre del 2011 crescono quasi del 13% le persone denunciate (489) e del 18% le violazioni accertate (636) rispetto allo stesso periodo del 2010. Ma non finisce qui, perché con l’abbassamento dei valori di soglia penalmente rilevanti fissati dal decreto d’agosto di quest’anno (Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), chi commette una violazione tributaria d’ora in avanti rischierà davvero grosso.
“La crisi si fa sentire sul territorio, ed è probabile che talvolta influisca sui comportamenti, ma è difficile dare una valutazione univoca sul fenomeno– sottolinea il tenente colonnello Antonio Schina, capoufficio operazioni del comando regionale toscano della Guardia di Finanza. Quello che è certo è che “la nostra azione come polizia economico finanziaria cresce sul campo: aumentano i controlli, abbiamo banche dati e strumenti informatici ottimali. Inoltre lavoriamo molto sugli accertamenti bancari e sull’andamento dei flussi finanziari”.
Ma vediamo i dati più in dettaglio. Il reato di dichiarazione fraudolenta, primo in classifica fra le violazioni a ottobre 2011, è stato contestato in 193 casi (+20% rispetto all’anno prima). E’ uno dei reati più gravi, perché implica la costruzione di un vero e proprio sistema articolato per frodare il fisco (false fatture, vendite o acquisti non realizzati). Finora i valori di soglia oltre i quali scattava il reato penale si attestavano sui 103mila euro. Ora si sono abbassati a 50mila.
Le contestazioni di dichiarazione infedele sono a quota 82 (+11%). Attenzione anche qui, perché il penale prima scattava sopra un’imposta evasa pari a 77mila euro, da agosto in poi la soglia è di appena 30mila.
Poi si impennano i reati di distruzione dei documenti contabili (+26%). E fanno la loro comparsa sulla scena reati pressochè inesistenti fino a qualche anno fa: omesso versamento di ritenute d’acconto, dell’Iva, compensazione indebita. Su questo non c’è dubbio che il merito vada all’affinamento della capacità investigativa della Guardia di Finanza. Ma in tempi di crisi di liquidità, per alcune aziende, tutti i trucchi sono buoni.
 

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