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Imprenditori cinesi, Toscana seconda per presenze dopo la Lombardia Economia

Firenze – Non è proprio una sorpresa, per chi conosce il tessuto imprenditoriale toscano: infatti, la presenza dell’imprenditoria cinese è sempre stata molto vivace in regione, in particolare nella zona di Prato. Ma i numeri, nonostante la crisi, continuano ad aumentare, e la Toscana si conferma una volta di più una delle “patrie” di adozione preferite  dai figli del Dragone.

A fare i conti, come al solito, ci ha pensato la Cgia di Mestre che, a fronte della crescita generale dell’imprenditoria straniera nel nostro Paese, ha misurato quante delle nuove nate portassero il segno della Cina. Dunque, se in Italia le imprese guidate da stranieri tra il 2013 e il 2014 sono cresciute del 4,1 per cento, superando, in valore assoluto, quota 733.500, quelle guidate da cinesi hanno registrato un vero boom: sono salite, nello stesso periodo, del 5,1 per cento, sfiorando di poco la soglia delle 69.500 unità.

Ed ecco le 4 regioni in cui si concentra il 61% del totale degli imprenditori cinesi presenti nel nostro Paese: per prima la Lombardia, con oltre 15.252 attività, seguono la Toscana, con 12.310 attività, il Veneto, con oltre 8.360 e l’Emilia Romagna, con 6.960. 

Per quanto riguarda i settori prediletti dagli imprenditori del Dragone a livello nazionale, troviamo in primo luogo il commercio, con quasi 24.571 attività (con un buon numero di imprese concentrate tra i venditori ambulanti), il manifatturiero, con poco più di 18.450 imprese (quasi tutte riconducibili al tessile-abbigliamento e calzature) e la ristorazione-alberghi e bar, con quasi 14.800 attività. 

 

 

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