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Imprenditoria agricola: rappresenta il futuro per oltre mille giovani toscani Ambiente, Breaking news, Economia

Firenze – Le risorse sono quelle dedicate dal bando del Programma sviluppo rurale che si è chiuso a cavallo fra novembre e dicembre: un boom di domande per accedervi da parte dei giovani toscani, 1.161 provenienti da tutte le parti della Toscana ma in particolare da quella del sud. 

La prima analisi della partecipazione al cosiddetto “pacchetto giovani 2016 “ (che si inserisce anche all’interno di Giovanisì, il progetto per l’autonomia dei giovani della Regione) indica, una volta di più, come moltissimi giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni abbiano scelto con decisione l’agricoltura come ambito del loro presente e futuro professionale. L’iniziativa regionale offrirà una notevole spinta: un premio di primo insediamento a fondo perduto di 30.000 euro, (elevati a 40.000 nel caso di aziende in aree montane) e la possibilità di ricevere contributi finalizzati all’ammodernamento delle strutture e dotazioni aziendali.
Nell’analizzare le 982 domande (alcuni giovani agricoltori dei 1.161 si sono infatti presentati in forma associata) emerge come questa spinta verso l’agricoltura dei giovani riguardi tutta la Toscana, con maggiore evidenza la Toscana sud: la domande sono 197 per Siena e 179 per Grosseto; seguono poi Firenze (140), Pisa (105), Arezzo (97), Lucca (77), Pistoia (71) Livorno (61), Massa Carrara (44) e Prato (11).
Dati toscani che si pongono in linea con quelli nazionali: secondo l’ultimo rapporto del Censis sono quasi 600mila le imprese condotte da under 35 con un saldo positivo record di 50mila rispetto all’inizio dell’anno, tra nuove iscrizioni e chiusure, con l’Italia che si colloca così ai vertici dell’Unione Europea in termini di numero di giovani imprenditori. In altre parole i giovani italiani sono i più intraprendenti dell’Unione Europea grazie all’apertura nel 2016 di circa 325 imprese al giorno con il risultato che le imprese condotte da giovani rappresentano il 9,8% delle imprese presenti in Italia ma la percentuale sale al 31,1% tra quelle di nuova apertura nel primi nove mesi del 2016.
A confermare la vitalità e la qualità delle nostre imprese giovani è stato anche l’importante riconoscimento a Roberto Cerani – dice Tulio Marcelli, Presidente di Coldiretti Toscana – che con la sua azienda Agricola Bio Eat di Empoli si è aggiudicato a Roma l’Oscar Green 2016 per la categoria We Green. Questo premio assegnato a Roberto Cerami – continua Marcelli – è un grande riconoscimento per tutta la nostra regione, dove tanti giovani si stanno impegnando per creare traiettorie di futuro in agricoltura, coniugando tradizione ed innovazione”.
Al presidente Marcelli fa eco l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi, che mette in evidenza la volontà della Regione di sostenere l’entusiasmo dei giovani, verso questo settore, ricordando anche la volontà dell’ente di accompagnare il percorso di formazione e qualificazione di questi agricoltori del presente e del futuro, affinché possano essere presenti con competenza e qualità sul mercato.
Questi numeri confermano che si respira aria effervescente di linfa vitale nell’agricoltura toscana, con una generazione di under 40 che si affaccia a questo mondo, proponendosi con nuove esperienze e stili di impresa e di lavoro originali e ripetibili sul nostro territorio – dice Antonio De Concilio, Direttore di Coldiretti Toscanaè qualcosa di cui occorre tener conto anche negli strumenti di programmazione per offrire sostegni adeguati e non lasciare soli questi giovani ai quali, così come sostenuto da Coldiretti e come sembra prevedere la stessa finanziaria nazionale, dovremo concedere grande attenzione, per innescare forme virtuose di sviluppo locale e reale. Deve farci quindi riflettere il fatto che i 20 milioni messi a disposizione per le 982 domande sul pacchetto giovani 2016, una volta stilata la graduatoria, rischiano di soddisfare una parte minoritaria delle richieste. Per questo motivo chiederemo al governo della Regione Toscana di stanziare nuove risorse del Programma di Sviluppo Rurale e non mortificare la straordinaria visione di futuro che i nostri giovani hanno voluto immaginare realizzata nei propri territori”.

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