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Imprenditoria toscana: le donne tirano fuori i muscoli Società

«L’attenzione della Regione per l’imprenditoria femminile – ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive, lavoro e formazione, Gianfranco Simoncini – è massima, così come quella per il lavoro delle donne in generale. Siamo infatti convinti che senza il lavoro, la creatività, la professionalità delle donne non sarà possibile uscire dalla crisi e avviare uno sviluppo duraturo». Oggi, 29 marzo, Unioncamere ha diffuso i dati sull’imprenditoria rosa italiana ed i risultati della Toscana, tutto sommato, rimangono incoraggianti. Anche l’assessore regionale al Welfare con delega alle Pari opportunità, Salvatore Allocca, ha sostenuto che, nonostante l’aumento sia di meno di un punto percentuale, la crescita dell’imprenditoria rosa in Toscana rimane positiva, soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che l’Italia sta attraversando. Secondo i dati diffusi da Unioncamere, le imprese a guida femminile sono aumentate, in Toscana, dello 0,7%, ossia di 714 unità. Le imprese a guida maschile, al contrario hanno registrato un -0,2% (-535 unità). Il dato medio italiano delle imprese in rosa si attesta al 23,5%, mentre in Toscana si raggiunge il 24%, ossia mezzo punto percentuale in più. È significato anche che il 12% delle imprese a guida femminile sia diretta da donne di età inferiore ai 35 anni, mentre per le imprese maschili quelle dirette da giovani under 35 sono soltanto il 10,4%. Purtroppo, però, nel 2011 (anno a cui sono riferiti i dati di Unioncamere), l’imprenditoria in rosa ha registrato un tasso di crescita del -1,6% rispetto al 2010, facendo retrocedere la Toscana al terzo posto per occupazione imprenditoriale femminile (assieme a Marche, Veneto ed Emilia Romagna e dietro Lazio e Lombardia, regione, quest’ultima, che comanda la speciale classifica). Sul territorio regionale, in particolare, trend positivo delle province di Prato (+2,2%), Arezzo (+1,8%), Firenze (+1,0%) e Pistoia (+1,0%), che registrano i dati migliori per quanto riguarda le imprese rosa. Male, invece, le province di Massa Carrara, Lucca e Livorno, dove le imprese dirette da donne sono diminuite.

Foto: http://uomodonna.net
 

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