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Imprenditrici, la crisi non ferma il rosa Economia

Un trend che si mantiene in controtendenza, lento e costante, come una marea che avanza. Si sta parlando delle imprese e delle imprenditrici, le donne che a capo di un'azienda tentano di sfidare la crisi. E la lenta ma costante crescita che le vede protagoniste è rivelata dai numeri: rispetto a settembre 2012 aumentano dello 0,9%, per 101.115 imprese rosa, pari al 24,44% delle imprese iscritte nei registri camerali. Da sottolineare che l'imprenditoria maschile invece è rimasta sugli stessi valori.
La Toscana inoltre si trova al terzo posto, dopo Lazio e Lombardia, con una crescita che si pone al disopra della media nazionale, che si ferma allo 0,3%. E tuttavia, almeno per quanto riguarda la Toscana, una grossa fetta (+7,4%) è legata alle imprenditrici straniere. I dati sono quelli emersi dall’Osservatorio sulle imprese femminili, in collaborazione tra l’Ufficio studi di Unioncamere Toscana e il Settore Imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana per il III trimestre del 2013.

Settori d'attività – Circa due terzi delle aziende “in rosa” (per un totale di 66.029 unità) operano nel settore dei servizi: 27.670 di queste operano nel commercio e 10.145 nel turismo (ricettività e ristorazione), e proprio verso quest’ultimo segmento di mercato si è prevalentemente orientato il “fare impresa” delle donne nel periodo in esame (attività turistiche di alloggio e ristorazione +279 unità). Le imprese femminili hanno comunque trovato spazi di sviluppo anche fra attività meno “tradizionali”, com’è il caso dell’industria in senso stretto (+245 unità) e dell’edilizia (+57). Forme giuridiche prescelte – Nel tessuto imprenditoriale femminile si registra una discreta espansione delle società di capitali (+673 unità pari al +4,5%), dovuta in massima parte alle imprenditrici italiane. Le straniere, viceversa, preferiscono forme organizzative più elementari (+709 ditte individuali con titolare straniera, contro -584 imprese individuali con titolare italiana). Nell’ambito del manifatturiero, che conta 12.800 aziende femminili, l’incremento è legato soprattutto alla positiva dinamica della filiera abbigliamento-calzature (circa +200 imprese femminili). 

Le imprese femminili a guida straniera – Il bilancio positivo dell’imprenditoria femminile regionale è legato in buona parte alla vitalità delle straniere: +858 unità in dodici mesi (+7,4%), un incremento superiore alla media nazionale (+6,2%). Sono soprattutto le imprenditrici non comunitarie a crescere (raggiungendo le 9.330 unità), ma in sensibile crescita sono anche le imprenditrici comunitarie (3.000 imprese). Meno dinamico della media italiana è invece lo sviluppo dell’imprenditoria straniera non femminile (+3,5% in Toscana contro il 4,4% nazionale). Gli ambiti settoriali in cui le imprenditrici straniere hanno trovato più ampi spazi di sviluppo, nel corso dei dodici mesi presi in esame, sono l’industria (+300 unità) e il commercio (+240).

Imprese femminili giovanili – In Toscana solo l’11,2% delle imprese “rosa” (11.293 aziende) è guidato da donne giovani (meno di 35 anni), che accusano inoltre una flessione nel periodo considerato (-0,5%) seppur meno marcata rispetto alla media italiana (-1,1%). Il calo registrato è inoltre nettamente inferiore rispetto a quanto rilevato per le imprese giovanili non femminili (-5,7% per quelle guidate da uomini under 35, contro una media nazionale del -3,6%).

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