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Imprese, in Toscana il 22,6% ha una donna alla guida Economia

Firenze – E’ vero, rimane sempre una grossa discrasia fra i numeri della popolazione femminile italiana e toscana e quello delle donne che sono a capo di imprese nella nostra regione: a metà del 2014, infatti, le donne guidano il 22,6% delle imprese toscane, ma formano una pattuglia netttamente superiore alla media italiana, dove il dato si ferma al 21, 4%. E, sotto la spinta di una crisi che non perdona, anche le imprese toscane guidate da donne, hanno scelto di costruire le loro aziende in tipologie più strutturate. Ciò significa che a metà del 2014 le società di capitale guidate da donne superano quota 16mila, vale a dire il 16,7% di tutte le imprese toscane costituite con questa forma giuridica. Inoltre, altre 16mila imprese femminili sono organizzate in Società di persone e 1.200 in Cooperative. Anche se ciò nonostante la Toscana mantiene, come tutto il paese, la maggioranza delle imprese femminili costituite da ditte individuali (59mila), in genere più piccole sotto il profilo dimensionale e di più agevole avvio.

Per quanto riguarda l’artigianato, in Toscana troviamo quasi 19mila imprese femminili artigiane, che fanno oltre un quinto del sistema imprenditoriale femminile toscano in budget all’artigianato. Il ritratto al secondo trimestre 2014, nelle sue linee generali, è tratto dai dati dell’Osservatorio sull’Imprenditoria Femminile frutto della collaborazione tra l’Ufficio studi di Unioncamere Toscana e il Settore imprenditoria femminile e politiche di genere della Regione Toscana.

“I numeri dell’Osservatorio di Unioncamere Toscana sull’imprenditoria femminile – dice Stefania Saccardi, vicepresidente della Giunta Regionale Toscana – ribadiscono una presenza forte di imprese guidate da donne rispetto al dato medio nazionale. A metà anno i dati evidenziano un lieve calo rispetto alla fine del 2013, frutto del momento di difficoltà che tutto il sistema economico italiano sta attraversando. Tuttavia il fatto che un terzo delle aziende giovanili toscane, quelle guidate da un under 35, abbia una donna al timone, e che un’impresa straniera su 4 sia ‘rosa’ (entrambi i dati superano quelli medi nazionali), non fa altro che confermare le grandi potenzialità dell’imprenditoria femminile toscana la quale, se supportata con politiche adeguate, è in grado di offrire un contributo importante. É per questo che la Regione continua ad investire ogni anno risorse rilevanti per incoraggiare e stimolare le donne che hanno voglia di mettersi in gioco”.

E che la componente femminile dell’imprenditoria sia ormai da alcuni anni quella più vitale in regione, è per Stefano Morandi, vicepresidente di Unioncamere Toscana, un dato ormai acclarato, anche se, come spiega, “il grado di strutturazione delle iniziative avviate si conferma in genere inferiore rispetto alle imprese guidate da uomini in conseguenza delle maggiori difficoltà di reperimento delle risorse e nell’accesso al credito”. Un campo tuttavia di grandissima potenzialità, continua Morandi, “per questo va sostenuto e promosso il desiderio di tante donne, capaci, motivate e qualificate, di guardare all’impresa ed al mercato come un’opportunità per essere protagoniste”. Anche se il taglio delle risorse, in particolare quelle delle Camere di Commercio, ricorda il vicepresidente di Unioncamere, potrebbe rendere “il nostro lavoro più arduo”. E se Morandi “confida” di poter svolgere lo stesso il ruolo finora sostenuto dalle Camere di commercio in particolare per quanto riguarda l’imprenditoria rosa, è lo stesso assessore al lavoro della Regione Toscana Gianfranco Simoncini a intervenire, “ancora dobbiamo insistere nel sostenere la crescita e il consolidarsi di una imprenditoria “rosa”, che riteniamo possa dare una spinta importante per l’innovazione del nostro sistema produttivo”. Non solo parole: l’assessore ricorda la riapertura dei termini del fondo di garanzia a sostegno dell’imprenditoria femminile, giovanile e dei lavoratori già destinatari di ammortizzatori, così come previsto dalla Legge 21. “Dal primo settembre è quindi nuovamente attiva la misura Fare impresa, inserita nell’ambito del progetto Giovanisì – ricorda Simoncini – una legge che ha già dato i suoi frutti, consentendo a tante imprese a titolarità femminile di accedere al credito. Oltre 1500 imprese create a seguito della legge 21 sono infatti al femminile”.

Settori imprenditoriali più “rosa” – Delle 93mila aziende femminili con sede in Toscana, circa 61mila operano nei servizi, e di queste oltre 25mila nel commercio e quasi 10mila nel turismo. Nell’industria, le imprese femminili contano invece 12mila aziende, di cui ben 7mila operanti nel sistema moda. Le imprese agricole guidate da donne sono infine 13mila, mentre poco più di 3mila sono le imprese femminili operanti nell’edilizia. Un livello di femminilizzazione molto elevato caratterizza tutte le attività dei servizi: il rapporto fra imprese femminili ed il totale delle imprese registrate raggiunge infatti punte del 52% nei servizi alla persona e del 45% nella sanità ed assistenza sociale. Una rilevante presenza femminile si registra inoltre in agricoltura (tasso del 32%), nel turismo (30%) e nell’istruzione (29%). Costruzioni, trasporti e industria si confermano invece come i settori meno attrattivi per le donne: è femminile solo il 5% delle aziende edili, l’11% di quelle industriali ed il 9% dei trasporti.

Giovani, donne e impresa – In Toscana, con riferimento a giugno 2014 compreso, si contano 11mila aziende rosa giovanili, ovvero imprese guidate da donne con meno di 35 anni (il 12% dell’universo imprenditoriale femminile). I settori a maggior presenza di imprese giovanili femminili sono il commercio (oltre 3mila imprese), il turismo e l’industria (1.300 imprese ciascuno). L’incidenza di donne alla guida di aziende giovanili è molto elevata (il 29% di tutte le imprese toscane guidate da under-35): in pratica, quasi un terzo dei giovani imprenditori della Toscana è donna, incidenza che è dunque più alta rispetto alla media nazionale (27,7%).

Imprenditori stranieri – Le aziende guidate da imprenditrici straniere raggiungono quota 12.500, il 13% dell’universo imprenditoriale femminile della regione. L’incidenza di imprese straniere guidate da donne è del 26%: in pratica, in Toscana, un quarto degli imprenditori stranieri è donna, un tasso più alto rispetto alla media nazionale (23%) che colloca la regione al decimo posto nella classifica italiana (dopo le regioni del Sud, Umbria e Marche). In Toscana, i settori preferiti dalle donne straniere per fare impresa sono il manifatturiero (3.800 aziende), le attività commerciali (3.600) ed il turismo (1.000 fra alberghi e ristoranti). La forte componente manifatturiera che, in Toscana, caratterizza l’imprenditoria femminile straniera è legata in particolare alla rilevanza della comunità cinese: sono infatti oltre 4mila le imprese individuali toscane con a capo donne di origine cinese, di cui circa 3mila aziende manifatturiere e mille esercizi commerciali. Sono invece un migliaio le imprese guidate da romene (perlopiù negozi e ditte edili), seguite dalle comunità del Marocco (540), della Nigeria (460, dell’Albania (300) e della Germania (operanti per lo più nel settore agricolo).

 

 

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