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Imprese toscane, giù i prestiti, aumentano i fallimenti Economia

In tempi di ottimismo per le imprese, sollecitate dai ministri dell'attuale esecutivo a "investire", non rassicurano i dati  che emergono dalle indagini effettuate dalla Banca d'Italia in tema di prestiti alle imprese in terra toscana.
Infatti, il primo elemento che si profila è la riduzione della domanda di prestiti bancari emersa nel 2011 (i dati sono ripresi da Regional Bank Lending Survey) soprattutto nel secondo semestre. Analizzando poi le motivazioni dei prestiti richiesti, si scopre che insistono in particolare sulla necessità di finanziamento del capitale circolante o (in maggioranza) riguardano la ristrutturazione del debito, mentre il calo è vertiginoso per le richieste di credito finalizzate a investimenti produttivi. L'attesa rimane negativa anche per il primo semestre 2012.

Inoltre, il credito erogato dalle banche mostra alcuni elementi che disvelano forti criticità strutturali del sistema: innalzamento del livello di solvibilità minimo per l'accesso al credito da un lato, restrizione delle quantità offerte dall'altro. Vale a dire, servono più garanzie per ottenere somme minori.
Fotografando poi la situazione toscana del credito alle imprese attraverso alcuni "numeri", alla fine del 2011 i prestiti alle imprese erano pressochè stazionari, -0,1%, dato significativo soprattutto se confrontato alla crescita (circa +2%) registrata alla fine del 2010. E si parla di flessione, per la prima volta dall'esplosione della crisi economica-finanziaria, nei primi mesi dell'anno in corso: i prestiti bancari sono infatti diminuiti del 3,3% a Marzo. Nel complesso, il credito al settore produttivo era sceso su base annua dell'1,0% a dicembre scorso, con una flessione in fase di intensificazione nel primo trimestre dell'anno, -4,2%. Flessione che raggiunge il suo picco, alla fine del 2011, nel settore costruzioni -7,5%, mentre rimane più contenuta nel settore manifatturiero -2,1%, e nel settore dei servizi registra un piccolissimo apprezzamento, +0,7%. Con una precisazione: il valore risulta tale in presenza di massicci finanziamenti a operatori del comparto immobiliare, e Bankitalia calcola che, in assenza di questi, la contrazione potrebbe essere calcolata di quasi 2 punti percentuali. Tant'è vero che il dato rilevato nel marzo 2012 è atteso in flessione, – 3,5%.

Anche l'indagine svolta dalla Banca d'Italia si mostra in linea con i dati provenienti dalla RBLS e indica sia una flessione della domanda di finanziamenti sia difficoltà di accesso al credito. Parlano i numeri: il  saldo tra i casi di aumento e quelli di diminuzione della domanda di prestiti bancari è sceso da 14 a 4 punti percentuali tra il primo e il secondo semestre del 2011, mentre la quota di imprese che hanno rilevato un inasprimento delle condizioni di offerta è salita al 40% dal 2010, raddoppiando. E la difficoltà più evidente per le imprese toscane rimane sempre quella di ottenere nuovi finanziamenti e l'allungarsi dei tempi di  concessione.

A completare il quadro, infine, la crescita dei fallimenti. Le procedure fallimentari aperte nei confronti delle imprese toscane nel 2011 sono state pari a 882, con un aumento del +1,7% rispetto al 2010. Il numero di fallimenti aperti per 10mila imprese attive all'inizio del periodo (insolvency ratio) è aumentato ancora portandosi a 24,1 punti percentuali, valore superiore alla media nazionale, pari  a +22,9%. 

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