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Imprese ultracentenarie, export e innovazione per affrontare la crisi Economia


 A metà strada tra tradizione e innovazione, le imprese toscane ultracentenarie non sembrano risentire degli effetti della crisi. I 35 brand storici riuniti nell’associazione Unione Imprese storiche italiane si sono dati appuntamento oggi a Firenze per discutere di reti d’impresa, «uno strumento che anche per le imprese ultracentenarie può rappresentare un’opportunità  e una sfida per il futuro – ha spiegato il presidente  Franco Turrini – e su cui il convegno di oggi intende stimolare una riflessione». Internazionalizzazione e innovazione tecnologica, ancorati alla salvaguardia dell’eccellenza e di una lunghissima tradizione, sembrano essere gli ingredienti giusti per restare competitivi e magari crescere anche in anni di recessione economica. La Tessitura Busatti di Anghiari, ad esempio, che produce tessuti pregiati dal 1827 e possiede una rete di 60 negozi nel mondo, ha scelto di puntare sui mercati esteri e negli ultimi anni ha addirittura incrementato le esportazioni verso Canada, Australia e Giappone. «Nonostante la crisi stiamo lavorando bene e con gli stessi risultati di prima – racconta Giovanni Sassolini Busatti, imprenditore di ottava generazione – La nostra attività è trainata dall’export e dalla presenza sui mercati internazionali, cosa su cui abbiamo investito molto negli ultimi anni. La crisi si fa sentire soprattutto sul mercato interno. In Italia abbiamo chiuso 5 negozi dall’inizio dell’anno». Da 6 anni la Busatti ha inserito in azienda una figura responsabile per l’estero. «Partecipiamo alle fiere internazionali e spesso organizziamo soggiorni nel borgo-albergo di Anghiari per i buyers stranieri. Il vantaggio di essere in Toscana è che tutti ci vengono sempre volentieri».  «Il nostro è un mercato di super nicchia, per questo risentiamo in maniera impercettibile della crisi –  racconta invece Corsino Corsini, titolare della Fiore Dolci tipici senesi di Monteriggioni dal 1827 – Siamo sempre presenti sui mercati esteri e nelle fiere. Spesso ci chiedono cosa caratterizza i nostri famosi “Ricciarelli” ed io rispondo: la lunghissima tradizione, nata nel ‘400, quando questi dolci venivano offerti nei pranzi ufficiali a sovrani dell’epoca ricoperti di una sfoglia d’oro». Dal 2011 i Ricciarelli sono un marchio Igp (Indicazione geografica protetta), certificazione cha a breve avrà anche il caratteristico “Panforte senese”. Ricerca costante per innovare il prodotto e un attento controllo della catena di distribuzione rappresentano invece la “ricetta” anti crisi della Giusti Manetti Battiloro, altro marchio storico fiorentino specializzato nella  lavorazione di materiali preziosi (oro, argento, platino)  per realizzare foglie oro e altri semilavorati per la decorazione.  L’azienda, che conta oggi 110 dipendenti,  ha lanciato nel 2011 la linea “Edible Gold”, un catalogo di prodotti alimentari in oro purissimo per decorare piatti e ricette.
 

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