energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Imu, i sindaci non vogliono essere “esattori” Cronaca

Imu, uguale sindaci esattori. Ne sono convinti il presidente di Anci Toscana Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno, insieme, tra gli altri, al presidente regionale di Uncem Oreste Giurlani, sindaco di Fabbriche di Vallico, che hanno presentato oggi la campagna informativa "Imu: no grazie" e la manifestazione nazionale indetta da Anci il 24 maggio a Venezia. Ha preso così il via anche in Toscana la campagna di informazione promossa da Anci per chiedere modifiche immediate all'Imu, che avrà il suo punto più alto nella manifestazione di tutti i sindaci a Venezia il 24 maggio, per poi riprendere il suo corso.

Ma cos'è l'Imu, secondo l'Anci? Una sorta di patrimoniale che grava sull'80% dei cittadini, spiega il presidente dell'Anci Toscana Cosimi, coadiuvato dal presidente dell'Uncem Giurlani. ''Il Governo ha una previsione di incasso di 21,4 miliardi e questi soldi li fa chiedere ai cittadini dai Comuni. Vogliamo un Imu che sia gestita interamente dai Comuni senza dare nulla allo Stato, rinunciando in cambio ai trasferimenti, oltre a smettere di tenere gli investimenti all'interno del patto di stabilita''. Snocciolati anche un po' di dati e di ricordi: l'ultima Ici, ad esempio, ricordano i primi cittadini italiani, ha portato nelle casse dei Comuni italiani, 9,2 miliardi di euro ma quest'anno le amministrazioni comunali perderanno il 27% di questa cifra a causa della quota statale dell'Imu, mentre i cittadini vedranno un aumento della pressione fiscale del 133%. 

Con una conseguenza importante, secondo Cosimi: ''con l'anticipazione dell'Imu al 2012 i Comuni contribuiscono all'abbattimento del debito pubblico per 13 miliardi di euro. Questo significa che abbiamo raggiunto l'obiettivo che ci era stato richiesto con il percorso dei patti di stabilità. Il problema è che se questo obiettivo viene ulteriormente spostato, i Comuni non saranno in grado di assicurare i servizi''. E allora? Allora, conclude, ''bisogna avere il coraggio di commisssariare i bilanci dei Comuni e assumersi tutte le responsabilità per quello che non viene più erogato ai cittadini''. Anche il presidente dell'Uncem Toscana fa i conti: "Con il 30% in meno di entrate rispetto all'anno scorso, come è possibile mantenere i servizi pubblici senza obbligare i Comuni ad aumentare la pressione fiscale? E' un'opera non equa che penalizza i cittadini e i Comuni''.

 

Print Friendly, PDF & Email

Translate »