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Imu-Irpef: stangata a Firenze, a Lucca andrà meglio Economia

Spunta la classifica della manovra, compilata secondo i dati forniti dal Servizio politiche territoriali della Uil, vale a dire quali città (e cittadini) saranno più tartassati dal nuovo giro di vite a firma Monti. Analizzati i 104 capoluoghi di Provincia sul territorio nazionale, Firenze si ritrova decima fra le prime 10 e Lucca si piazza agli ultimi posti.

La manovra “salva italia” farà sudare un po’ tutti, ma non allo stesso modo. A sputare lacrime e sangue saranno, secondo i dati diffusi oggi dalla Uil, i soliti noti, lavoratori dipendenti e pensionati. Il prossimo anno saranno proprio le loro tasche quelle più alleggerite, in media di 209 euro che si volatilizzeranno tra Imu prima casa (133 euro) e aumento delle addizionali regionali Irpef (76 euro).
A far di conto è il Servizio politiche territoriali della Uil, che stila anche la lista delle città più tartassate nel prossimo anno: per prima Roma, 1.035 euro ( 524 euro di Irpef Regionale e 511 euro per l'Imu); Milano 841 euro (364 euro per l'Irpef Regionale e 477 euro per l'Imu); Bologna 836 euro (377 euro per l'Irpef Regionale e 459 euro per l'Imu); Rimini 708 euro (377 euro per l'Irpef Regionale e 331 euro per l'Imu);  Napoli 670 euro (428 euro per l'Irpef Regionale e 242 euro per l'Imu); Verona 645 euro (324 euro per l'Irpef Regionale e 321 per l'Imu)  Padova 644 euro (324 per l'Irpef Regionale e 320 per l'Imu); Frosinone 623 euro (524 euro per l'Irpef Regionale e 99 euro per l'Imu); Benevento 618 euro (428 euro per l'Irpef Regionale e 190 euro l'Imu);  Firenze 617 euro (279 per l'Irpef Regionale e 338 euro per l'Imu). Agli ultimi posti, Lucca con una media di 344 euro (279 euro e 65 euro), Potenza con 290 euro (234 euro e 56 euro) e Cagliari con 288 euro (258 euro e 30 euro).
Il Servizio politiche territoriali della Uil, diretto dal segretario confederale, Guglielmo Loy, ha elaborato gli effetti della reintroduzione dell'imposta sulla prima casa (Imu) e dell'aumento delle addizionali regionali Irpef dello 0,33% (calcolato su un reddito lordo medio dei contribuenti regione per regione), sui cittadini residenti nei 104 capoluoghi di provincia. Come campione e' stato considerato un cittadino con un reddito imponibile pari alla media delle piu' recenti dichiarazioni dei redditi e con un'abitazione di proprieta' di circa 80 metri quadri, accatastata in A/2 e A/3 in zona semiperiferica con 5 vani. In conseguenza di questi aumenti, per il pagamento dell'Imu e delle addizionali regionali Irpef si passerà, quindi, mediamente dai 295 euro di quest'anno ai 504 euro del prossimo anno (371 di Irpef regionale e 133 euro di Imu), che possono arrivare ad oltre 562 euro se in possesso di una casa accatastata in A/2 (un gradino piu' alto del tipo economico).
"E' un film già visto – commenta Loy – nonostante la tesi che sosteneva che questa manovra dovesse contenere elementi di equità. Per il momento a fare sacrifici sono sempre coloro che pagano le tasse e le imposte fino all'ultimo euro: i lavoratori dipendenti e pensionati. Tutto ciò è difficilmente tollerabile perchè in questo modo non si coniuga di certo il rigore con la crescita e, soprattutto, con l'equità ".
Il sindacalista aggiunge che, preso atto di tutto ciò, le forze sindacali sollecitano il Governo ad aprire “… già nelle prossime settimane il 'secondo tempo' della partita con al centro la riforma complessiva del fisco con un unico obiettivo: ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati".
E della situazione economica del Paese e degli effetti per i Comuni si parlerà domani nella riunione del Consiglio Nazionale dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci). Il Consiglio dell'Anci, che si riunisce a pochi giorni dall'approvazione della manovra, si terrà a Firenze, alle 12, presso il Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio.
 

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