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Imu: la Madonnina del Grappa a Firenze non la paga Cronaca

Una notizia confermata su Lady Radio dall’Assessore alle politiche sociali del Comune di Firenze Stefania Saccardi, e poi spiegata sulle pagine del settimanale diocesano, ma che sembra sia passata inosservata dalla maggior parte dei giornalisti fiorentini. La Madonnina del Grappa di Firenze si è rifiutata di pagare l’Imu. “L’ introduzione dell’Imu – spiega don Vincenzo Russo, a nome dell’Opera – cosi impostata, rischia di colpire pesantemente chi oggi fa un servizio sul territorio. Speriamo che il decreto sulle agevolazioni, annunciato dal Governo, chiarisca la situazione”.  Ovviamente la questione non riguarda solo la Madonnina del Grappa ma più in generale molte Onlus, associazioni e cooperative sociali, anche non cattoliche, che potrebbero trovarsi a dover pagare cifre enormi per strutture che ospitano attività di utilità sociale, dalle scuole professionali alle case di accoglienza. Come detto la Madonnina del Grappa, per il momento, ha deciso di non pagare. Una scelta concordata con l’assessore  Saccardi. “Queste associazioni – ha spiegato l’assessore – svolgono un ruolo fondamentale per assicurare il mantenimento dei servizi ai cittadini. Per questo abbiamo chiesto loro che ci mandino una domanda di chiarimento, che noi poi gireremo al Ministero perché adegui la normativa tenendo conto di queste situazioni”. Il nodo della questione riguarda le esenzioni che, per l’Ici, erano concesse a tutti gli immobili utilizzati per attività assistenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive. Nei casi in cui l’ente proprietario dell’immobile sia diverso dall’ente – associazione, cooperativa, onlus, e altro ancora – che materialmente porta avanti le varie attività, veniva lasciata ai Comuni la facoltà di scegliere se applicare o meno l’esenzione. Il Comune di Firenze, nel suo Regolamento, prevedeva che le esenzioni fossero applicate a tutti gli immobili destinati ad attività di utilità sociale “direttamente oppure anche indirettamente tramite concessione in uso gratuito”.

Invece l’Imu ha posto alcune restrizioni, legate anche al fatto che l’imposta – nella misura del 50% – viene direttamente versata allo Stato e quindi il Comune non ha potere di legiferare in merito.

Così la Madonnina che si appresta  a dare in comodato gratuito al  Ministero di Grazia e Giustizia un suo immobile per creare una situazione ad hoc per le madri detenute – ieri l’altro a Sollicciano una madre di due bimbi si è suicidata – con le nuove disposizioni di legge, l’Opera in quanto proprietaria dell’immobile dovrebbe pagare l’Imu.

Su questa, come per altre strutture di servizio alle fasce più deboli e svantaggiate, la Madonnina potrebbe adesso trovarsi a pagare decine di migliaia di euro.

“Rischiamo veramente – spiega don Vincenzo Russo – di dover chiudere se questo provvedimento non viene rivisto”.

“Un grido d’allarme – scrive il settimanale della diocesi – a cui si uniscono tante altre voci del mondo cattolico, ma non solo, che sarà adesso girato al Governo per una risposta chiara”.

 

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