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Imu, stangata su negozi e imprese artigiane Economia

Quanto costerà alle aziende italiane la nuova Ici, che dal quest’anno si chiama Imu (imposta unica municipale) introdotta dal decreto sul federalismo municipale (decreto legislativo 23/2011) e anticipata dal Salvaitalia al 1 gennaio 2012? «Con l’Imu le imprese manifatturiere artigiane e quelle industriali pagheranno quest’anno oltre 1.500 euro in più all’anno per ogni azienda –  denuncia il segretario della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, che ha provato a calcolare quanto la nuova imposta impatterà sui bilanci delle aziendeglii effetti economici che l’Imu “provocherà” sui bilanci delle aziende  – Andrà invece un po’ meglio, si fa per dire,  per gli uffici e per i negozi commerciali. Per i primi l’aumento medio in capo agli studi professionali sarà di 949 euro, per i secondi il maggior prelievo che graverà sui commercianti sarà di 569 euro.   Complessivamente, comunque, l’applicazione dell’Imu provocherà  una “salassata” che rischia di mettere in ginocchio l’intero sistema produttivo Paese». Sarà dunque una stangata vera e propria.

Tant’è che il ritorno della tassa sulla prima casa e sugli immobili strumentali in cui viene svolta l’attività imprenditoriale (ovvero i negozi commerciali, i laboratori artigianali, gli uffici e i capannoni industriali) è da sempre una delle più odiose e temute per gli italiani. Nell’Imu, che sarà applicata in via sperimentale fino al  2014 per poi entrare a regime l’anno successivo, confluiranno, oltre all’imposta comunale sugli immobili, anche quella sulla spazzatura e i servizi comunali. Tornando allo studio della Cgia di Mestre, basato su un’ipotesi di aliquota Imu del 7,6 per mille, si calcola che l’imposta  darà luogo ad un aggravio della tassazione sugli immobili produttivi per un valore complessivo di 1,57 miliardi di euro (pari ad un aumento medio per ciascuna azienda di 1.159 euro l’anno): 219,5 milioni per i negozianti (aumento pro azienda pari a 569 euro); 262 milioni di euro tra i liberi professionisti (+949 € per ciascun proprietario); 1,09 miliardi di euro tra gli industriali e gli artigiani (incremento annuo per ciascun imprenditore pari a 1.566 €). «Il risultato di questa nostra simulazione – conclude Bortolussi – è la conferma della grande preoccupazione sollevata in questi giorni da molti osservatori, ovvero che lo scambio tra l’Ici e l’Imu rischia di non portare alcun vantaggio alle imprese. Fortunatamente, sembra che per le attività agricole siano previste delle novità che alleggeriranno il peso della nuova imposta. Pertanto, c’è la necessità anche per gli altri settori produttivi di rivederne l’impatto economico».

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