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In aumento i casi di epatite A anche in Toscana Cronaca

Sono in aumento i casi di epatite A anche in Toscana. Il trend sta subendo infatti un picco all'insù in tutta Italia. I dati provengono dall'Asl 11 della nostra regione, che registra anche sul suo territorio l'aumento registrato sul territorio nazionale.

L'area dell'Azienda comprende 15 comuni (11 in provincia di Firenze e 4 in provincia di Pisa) appartenenti a due distinte zone-distretto: Capraia e Limite, Castelfiorentino, Cerreto Guidi, Certaldo, Empoli, Fucecchio, Gambassi Terme, Montaione, Montelupo Fiorentino, Montespertoli, Vinci nella zona Empolese Valdelsa e Castelfranco di Sotto, Montopoli in Valdarno, San Miniato, Santa Croce nella zona Valdarno
E a partire da gennaio 2013 nel territorio dell’Asl 11, come in tutta Italia, si è registrato un incremento di casi di epatite A: attualmente sono dieci i casi di malattia segnalati nell’Asl empolese nel corso del 2013, a fronte di un solo caso nel 2012 e nessuno nel 2011.

Tra i motivi della recrudescenza di epatite A, emergono i consueti fattori di rischio legati ai viaggi all’estero e al consumo di frutti di mare crudi o non adeguatamente cotti, a cui si è aggiunto recentemente anche il consumo di frutti di bosco surgelati. È stato infatti accertato che in Italia e in altre nazioni sono stati commercializzati frutti di bosco surgelati, di provenienza estera, che sono stati riscontrati contaminati dal virus. Il Ministero della Salute ha pertanto prontamente attivato un sistema di allerta e controllo, che ha coinvolto le Regioni e le Asl. A livello locale, le unità operative Igiene e Sanità Pubblica e Igiene degli Alimenti e Nutrizione dell’Asl 11, in stretta collaborazione, hanno indagato tutti i casi segnalati per evidenziare i fattori di rischio. Quattro casi sono risultati positivi per il consumo di frutti di bosco surgelati, e sono stati effettuati i necessari interventi sulla catena di distribuzione dei prodotti alimentari sospetti. Inoltre, il Ministero della Salute ha predisposto un piano di campionamento e controllo su tutti i prodotti di questo tipo, e i lotti sospetti sono già stati ritirati dal commercio.

L’epatite A è una malattia a cosiddetta trasmissione “fecale orale”, cioè dovuta all’ingestione di acqua o alimenti contaminati. Meno frequente, ma possibile, anche la trasmissione tramite contatti interpersonali con una persona ammalata.

La malattia colpisce il fegato provocando nei casi più evidenti ittero, malessere generale, inappetenza, febbre. Rarissimi i casi di epatite fulminante, mentre molti sono i casi del tutto asintomatici. L’incubazione è di 15-45 giorni, e di norma la malattia guarisce completamente, dopo un adeguato periodo di convalescenza.

La prevenzione dell’epatite A si basa fondamentalmente sul corretto smaltimento dei liquami umani, sulla potabilizzazione dell’acqua, sul controllo della produzione alimentare. A livello di comportamenti individuali, è importante non consumare frutti di mare crudi o poco cotti, curare l’igiene personale, e in caso di viaggi all’estero in paesi con scarso livello sanitario attenersi alle corrette precauzioni nel consumo di alimenti e bevande (ad esempio bere solo acqua controllata, evitare verdure crude, preferire cibi cotti). La cottura è in grado di eliminare il virus, quindi nella fattispecie dei frutti di bosco surgelati non vi è alcun rischio nel mangiare marmellate, crostate ed ogni altro prodotto cotto.

Utile a scopo preventivo anche la vaccinazione, raccomandata soprattutto per chi viaggia all’estero e offerta gratuitamente ai bambini in caso di viaggio in zone a rischio. La vaccinazione può essere effettuata presso gli ambulatori di medicina dei viaggi dell’Asl 11, previa prenotazione CUP al numero di telefono 0571 7051.

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