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In calo le cause al Tribunale regionale della Chiesa Cronaca

Il Tribunale Ecclesiastico Regionale Etrusco, il Tribunale della Chiesa Toscana, è un organo importante all’interno della Chiesa Cattolica Toscana, deputato all’amministrazione della giustizia, attraverso l’applicazione del Diritto e della Legge Canonica in rapporto alla trattazione di nullità matrimoniali. Vi operano Giudici, Uditori, Difensori del Vincolo, Patroni Stabili, Avvocati, Notai e, all’occorrenza, Periti. Moderatore del Tribunale è l’Arcivescovo di Firenze, Cardinale Giuseppe Betori, Vicario Giudiziale è mons. Gino Biagini, sacerdote dell’Arcidiocesi di Pisa, Vicari Giudiziali Aggiunti sono don Pedro Daniel Dalio e mons. Roberto Malpelo. Dai dati del 2011 emerge che sono state introdotte 140 nuove cause di nullità di matrimonio in prima istanza, provenienti dalle 18 diocesi toscane, e 204 in seconda istanza dai tribunali ecclesiastici Piceno e Umbro essendo quello Toscano referente per i processi di Appello. 140 sono invece le cause chiuse in primo grado e 208 in secondo grado.

Alla fine del 2011 in totale in entrambi i gradi di giudizio erano ancora 566 le cause pendenti, il cui iter istruttorio è in corso.

Delle 140 cause chiuse 117 sono state con sentenza affermativa, 13 negativa, le altre ritirate o archiviate.

Significa che l’84% delle cause si conclude con il riconoscimento della nullità del matrimonio

Negli ultimi quattro anni il Tribunale Ecclesiastico della Toscana ha registrato un calo delle richieste di riconoscimento di nullità dei matrimoni religiosi celebrati nella regione: una media di circa 150 nuove cause introdotte ogni anno dal 2008 al 2011, contro le 223 del 2002.  Nel corso dell’ultimo decennio, il 2011 è stato l’anno che ha toccato il minimo storico.

Le 140 nuove cause di prima istanza provengono principalmente da  Firenze (37), Pisa (20), Lucca (13) e Prato (11) e a seguire le altre diocesi con numeri nettamente inferiori.

Il Vicario giudiziale mons. Biagini  interpreta così la flessione: “La tendenza è interpretabile allargando la considerazione ad altri dati significativi, come quelli riguardanti il numero dei matrimoni celebrati: in calo ovunque in Italia e in particolare nella nostra regione”.

Secondo i dati  Istat  i matrimoni celebrati in Italia sono stati 230.613 nel 2009 e poco più di 217 mila nel 2010, pari a 3,6 matrimoni ogni 1.000 abitanti. Nel 2008 erano stati 246.613, pari a 4,1 ogni mille abitanti: in sintesi, negli ultimi tre anni si sono registrati quasi 30 mila matrimoni in meno. La tendenza alla riduzione delle nozze è in atto dal 1972, ma nel biennio 2009-2010 il calo è stato particolarmente accentuato. 

Tra le grandi regioni, quelle in cui il calo è stato più marcato sono Lazio (–9,4%), Lombardia (–8%), Toscana (–6,7)

“Il primo capo di nullità ricorrente – evidenzia mons. Biagini –  è l’esclusione della prole. Seguono, in ordine decrescente, l’esclusione della indissolubilità del vincolo matrimoniale, l’incapacità per grave difetto di discrezione di giudizio e quella riguardante l’assunzione degli oneri matrimoniali. Meno incidenti gli altri capi ricorrenti, quali: esclusione della fedeltà, errore, dolo, simulazione totale, mancanza di sufficiente uso della ragione, esclusione della sacramentalità del vincolo matrimoniale, condizione, violenza e timore, esclusione del bene dei coniugi, impotenza”.

Nella foto i Giudici Ecclesiastici della Sacra Rota.

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