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Confartigianato insegna alle aziende a vendere online Economia

Firenze – Sono in crescita i toscani che fanno acquisti online (+8,3% nel 2016 rispetto al 2015, per un totaledi 1.184.000 persone,pari al 57,7% di tutti gli internauti della regione che si piazza così al 4° posto in Italia per acquisti online dopo Valle d’Aosta, Provincia autonoma di Trento e Friuli-Venezia Giulia), ma le aziende che vendono su internet continuano ad essere troppo poche: solo il 10% di quelle toscane con più di 10 addetti, esattamente la metà della media UE (20%) e un punto percentuale al di sotto della media italiana (11%).

Dati che evidenziamo come il digital divide sia ancora molto forte in termini di acquirenti e ancora di più in termini di imprese che vendono online: aspetto, quest’ultimo, paradossale, considerato la fame di prodotti toscani che non è immaginabile soddisfare esclusivamente in modalità tradizionali” commenta Alessandro Vittorio Sorani, presidente di Confartigianato.

Secondo l’ufficio studi dell’associazione fiorentina, la bassa propensione delle imprese toscane ad effettuare vendite online è data dalla percezione (spesso distorta) di troppe barriere all’ingresso: costi connessi all’avvio dell’e-commerce superiori ai benefici attesi, logistica, quadro legislativo di riferimento, problemi dei pagamenti online, sicurezza informatica e protezione dei dati.

Per contrastare queste sensazioni, è scesa oggi ufficialmente in campo, a Firenze, la squadra degli Artigiani della Comunicazione di Confartigianato con un appuntamento che ha spiegato comepromuovere e vendere l’artigianato sul web nell’era di Google e dei social media.

Per ridurre concretamente il gap delle nostre imprese, infatti, bisogna partire col cambiare l’approccio dei piccoli e medi imprenditori al mondo digitale, rendendoglielo più accessibile e a portata di mano. Insomma, occorre una rivoluzione delle competenze, sostenuta dai rappresentanti istituzionali delle imprese, le associazioni di categoria, ma soprattutto da risorse economiche e politiche, come la detassazione, per almeno per un anno, dei proventi da commercio elettronico per le PMI che vi si accostano” ha spiegato Pietro Fruzzetti, Digital Branding Strategist e presidente di Confartigianato ICT. 

“Marketplace come Amazon e Alibaba mettono a disposizione strumenti e servizi che semplificano lo sbarco online (in particolare, Amazon Made in Italy), ma non possono essere la panacea per tutti i mali – ha proseguito Fruzzetti – Restano infatti escluse da un lato le produzioni B2B, dall’altro tutte quelle imprese che, dalla moda all’alimentare, tengono alto il nome della Toscana nella crescente economia del su misura. Né Amazon né Alibaba avranno mai interesse a raccontare una camicia su misura o a proporre un salame di piccolissima produzione perché vendono sì prodotti di qualità, ma semplici e molto del Made in Italy semplice non lo è affatto. Occorre dunque rimboccarsi le maniche e imparare a sfruttare (anche in proprio) ogni opportunità digitale”. 

Nel corso dell’appuntamento sono stati affrontati, con linguaggio semplice, molti argomenti: dalla promozione del brand alla creazione di un logo efficace e di un sito web ben visibile, dalla definizione delle nicchie di mercato fino alla comunicazione dei contenuti attraverso social media.

L’assistenza digitale al mondo artigiano non si è esaurita però nel corso dell’incontro, ma proseguirà per le settimane a venire con la consulenza dello Sportello digitale che eredita le finalità dell’ex Sportello Web Info Point della Camera di Commercio di Firenze (rendere l’impresa fiorentina innovativa e competitiva). 

Ogni mercoledì, dalle 15 alle 17, nella sede di Firenze di Confartigianato (via Empoli, 27/29) gli Artigiani della Comunicazione offriranno gratuitamente la loro consulenza per digitalizzare l’impresa artigiana e vendere online. Un set di proposte che comprende: social ed e-email marketing, e-commerce, personal branding, grafica, traduzioni, servizi fotografici, sistemi di pagamento, Seo, Sem, linking strategies ecc.

 

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