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In centinaia con il “Postino per la pace” Sport

Ancora una volta il ciclo pellegrinaggio da Terontola ad Assisi “Gino Bartali, postino per la pace” ha riscosso un significativo successo. Un successo di partecipanti, oltre 250 ciclisti; di adesioni, tra i premi anche una medaglia donata dal presidente della Repubblica; di appoggio da parte di tante istituzioni pubbliche ed enti sportivi e religiosi.
   Una manifestazione che ha da sempre avuto un suo preciso svolgimento interessante e con aspetti umani. Sotto la regia di Ivo Faltoni, ideatore di questa iniziativa, raduno alla stazione di Terontola per rendere omaggio ad una stele di Gino Bartali messa per ricordare che Ginettaccio spesso partiva da quella stazione per portare ad Assisi dei documenti (falsi) da consegnare a cittadini ebrei per salvarli dai rastrellamenti dei nazisti.
   Poi la multicolore carovana di ciclisti si è messa in cammino. Ha pedalato per 70 chilometri prima di giungere nella Piazza principale di Assisi dove era attesa da autorità religiose e laiche.
  I discorsi di saluto, di simpatia verso quei ciclisti, la rievocazione di episodi di Bartali in favore degli ebrei. Presente anche un folto gruppo di Combattenti e Reduci della seconda guerra mondiale organizzato dall’A.N.M.I.G. di Castiglion del Lago che con la loro presenza hanno inteso ricordare il 70° anniversario dell’armistizio firmato nel 1943.
   Poi le premiazioni alle squadre più numerose. Al primo posto il G.S. “Luigi Metelli” di Foligno con 36 partecipanti a cui è andata la prestigiosa medaglia del capo dello Stato Giorgio Napolitano.
  Al secondo posto il G.S. Banca Popolare di Cortona con 30 ciclisti; al terzo l’Unione Ciclistica Trasimeno Valentini con 14 aderenti.
  Tra i partecipanti Andrea Bartali figlio dell’indimenticabile campione; Livio Trapè e Marino Vigna olimpionici del 1960; L’assessore alla Provincia di Arezzo Rita Mezzetti Panozzi; i sindaci di Cortona, Passignano, Tuoro ed Assisi; il parroco di Terontola don Alessandro Nelli e Padre Mauro Gambetti Custode del Sacro Convento di Assisi.
   Naturalmente si è parlato anche delle possibilità di piantare un albero a nome di Gino Bartali nel “Giardino dei giusti” a Gerusalemme a ricordo, appunto, del suo contributo a favore degli ebrei. Pure il sindaco di Firenze recentemente ha lanciato una simile proposta che ha riscosso unanimi consensi sotto tutte le latitudini.
   Su questo argomento esiste già un ricco dossier con tante testimonianze anche di viventi (l’ebreo Giorgio Goldenberg ed una suora di Assisi) nelle mani della Commissione israeliana “Museo della memoria”.
  Due alberi con queste finalità già esistono in Italia: uno a Padova; l’altro in un angolo nel “Giardino dei Giusti” di Via Trieste a Firenze dedicato a Bartali. Si tratta di mantenere viva soprattutto nelle istituzioni questa proposta anche perché ha una larghissima base davvero popolare.
Franco Calamai

Foto: telegraph.co.uk.

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