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Prosegue la rassegna in piazza della Passera con StrayHorns Notizie dalla toscana


Il progetto StrayHorns, il cui titolo è anche un gioco di parole, e di cui è recentemente il CD dal titolo Alessandro Fabbri – StrayHorns, edito e distribuito dalla casa discografica Caligola Records, è un tributo affettuoso ma non deferente. Infatti i brani scelti sono tutti sottoposti a elaborazioni e manipolazioni di varia natura: da quelle armoniche e di carattere, come ad esempio in Take The A Train, o di alcune sezioni aggiunte in The Star Crossed lover a quelle ritmiche come in Isfahan o DayDream, fino a quelle di carattere ipnotico come nell'esposizione del tema di A Flower is a Lovesome thingBilly Strayhorn è una figura emblematica ed enigmatica, al tempo stesso, nella storia del jazz. Alter ego di Duke Ellington che lo scelse giovanissimo come arrangiatore ma che poi lo fece diventare parte integrante di quella che si può considerare la "Ellington Enterprise", dove "Sweet Pea" (affettuoso soprannome di Strayhorn) firmò alcuni dei più celebri capolavori del repertorio dell'Orchestra del "Duca": uno per tutti Take the A Train.
Le motivazioni di un lavoro sulle musiche di Strayhorn sono molteplici: dalla rara bellezza e ricercatezza dei temi alla loro natura stimolante per rielaborazioni, arrangiamenti e finanche "ricomposizioni" (termine spesso legato al lavoro dell'arrangiatore nel jazz), fino alla volontà di rendere un omaggio non scontato a questo grande e raffinato compositore così spesso relegato in un ruolo di secondo piano, forse anche a causa della sua natura schiva, ma che, come spesso i più colti e sensibili musicisti, critici e musicologi di jazz riconoscono, si staglia come una figura pressoché unica nel panorama jazzistico del dopoguerra.
La stragrande maggioranza delle composizioni di Billy Strayhorn pur essendo assimilata al repertorio degli standards, si distacca sensibilmente dallo schematismo dei brani tipici del "Tin Pan Alley". Questo è dovuto, in particolare, alla raffinatezza armonica e formale che, in Strayhorn, percorre sentieri diversi ed omaggia la grande tradizione occidentale tardo romantica ma anche impressionista, su cui vengono innestati perfettamente i colori e le inflessioni del jazz più autentico.
Altra peculiarità è la scelta di alcuni brani del repertorio di Strayhorn, in particolare The Hues e Pomegranate recentemente scoperti e raramente eseguiti.
Un lavoro quindi delicato e certosino che, per ogni brano, ha richiesto l'abilità di smontare e rimontare la composizione, sulla base di una prospettiva originale, con gli strumenti propri del musicista/compositore/arrangiatore e cioè dotati di un alto artigianato specialistico. Così il tema di The Hues è riproposto in fogge e armonizzazioni sempre differenti, Il groove che James Cobb aveva scandito sul jazz-waltz davisiano Teo sorregge parte del tema di Isfahan, la gentile e rassicurante tonalità di Reb maggiore di The Star Crossed Lovers si trasformerà nel più pungente Reb lidio e Day Dream, condotta su un ritmo rock, diventa una sapiente riflessione sulle triadi su basso. Forse l'elaborazione più radicale è eseguita su Take The A Train, rallentata e riarmonizzata di conseguenza, ridotta poi alla forma classica ABA, essa è attraversata da un pigro e conturbante riff edificato sul raro modo maggiore armonico, frammento melodico che solo alla fine si svela essere lʼincipit dello special originale scritto da Strayhorn.
A tutto il lavoro di arrangiamento ed elaborazione, in primo luogo ad opera di Alessandro Fabbri che ha curato la quasi totalità dei brani ma anche di Maurizio Giammarco, si aggiunge il contributo di non poca importanza degli esecutori impeccabili e dei solisti tra i quali lo stesso Giammarco,  Ares Tavolazzi e Roberto Rossi che punteggiano molti dei brani con spunti solistici sempre di altissimo livello artistico.

ALESSANDRO FABBRI
StrayHorns

Maurizio Giammarco – saxes
Ares Tavolazzi – contrabbasso
Alessandro Fabbri – batteria
Roberto Rossi – trombone
Alberto Serpente – corno
Fabrizio Gaudino – tromba
Glauco Benedetti -tuba

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