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In scena per raccontare la vita, dal cancro al burlesque Spettacoli

Firenze – Sono oltre duecento le prenotazioni già arrivate per la replica di ottobre e si parla anche di un probabile  tour nei teatri toscani. “Il mio corpo è un’opera d’arte – dal cancro al burlesque” messo in scena al Teatro Puccini lo scorso 25 maggio con la regia di Francesca Sanità  è stato un grande successo di pubblico e la notizia è arrivata alle reti nazionali, tanto che Rai Uno ha voluto dedicargli un servizio.
Sul palco è andata in scena la vita vera, quella di diciannove donne, pazienti oncologiche, che hanno raccontato la storia della loro malattia. Colpite dal carcinoma al seno, provenienti da città diverse della Toscana sono state le protagoniste ed interpreti di un percorso che si è svolto  al centro di Riabilitazione Oncologica ISPO-LILT di Firenze e che grazie all’Associazione di promozione sociale Arbus si è trasformato in una produzione teatrale. Si chiama Women Life Love, la proiezione di vita di una donna che ha vissuto l’esperienza della malattia che è stata proposta dalla regista come laboratorio e spettacolo teatrale e che per un anno ha coinvolto una  ventina di donne seguite da un team di esperti come la psicologa e psicoterapeuta Alessandra Gori, Maria Grazia Muraca medico chirurgo  e Giovanna Franchi psiconcologa  responsabili del Ce.Ri.On., il sostegno e all’investimento di LILT Lega Italiana per la Lotta contro i tumori – Sezione di Firenze Onlus, ISPO Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica e con la collaborazione dell’associazione La Finestra.
Fondamentale per l’avvio del progetto il supporto del neurologo Michele Di Grande che ha sostenuto il progetto in tutta la sua complessità. Un teatro che cura e che fa prevenzione, tra i promotori di questo progetto la LILT.
 “La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – ha detto Alexander Peirano, presidente Lilt Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, sez. Provinciale Firenze – opera da oltre novant’anni sostenendo chi si trova a dover combattere contro la malattia oncologica. In particolare dal 1986 con il Servizio “Donna come prima” e da oltre dieci anni attraverso il CeRiOn, affianca e integra il Servizio Sanitario Regionale, stando vicina alle donne che hanno avuto un tumore al seno. Le attrici di “Women Life Love” e Francesca Sanità che le ha guidate con amore e professionalità sono tutte pazienti del Centro di Riabilitazione di Villa delle Rose: con coraggio parlano di tumore e fanno vedere che dopo il cancro la vita può ripartire con slancio e può a volte riservare sorprese inaspettate, come quella di ritrovarsi attrici su un palco.”
Nella malattia c’è vita,  “E’ un’esperienza innovativa –  afferma Gianni Amunni, direttore generale Ispo Istituto per lo Studio e la Prevenzione Oncologica- che permette di raccontare l’esperienza della malattia oncologica. Attraverso la realizzazione di questo progetto che ha proposto un laboratorio teatrale e un allestimento scenico, considerato nella sua interezza e complessità tecnico-organizzativa, le diciannove pazienti hanno avuto modo di uscire dal guscio del dramma, acquisire consapevolezza della propria condizione, condividerla ed entrare in relazione con gli altri, il mondo esterno, contrastando l’isolamento e il rischio di emarginazione legato alla malattia. Anche il teatro è un linguaggio ed uno strumento espressivo che cura e fa prevenzione”.
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Infine l’esperienza di Francesca Sanità paziente e regista:  “La malattia è una esperienza di conoscenza, che ci mette inevitabilmente di fronte alle nostre debolezze, ma che ci fa scoprire o riconfermare i nostri punti di forza. La malattia è una esperienza di rinnovamento che ci aiuta a capire cosa vogliamo ancora e cosa non vogliamo più. La malattia è una esperienza affettiva che ci fa incontrare nuove meravigliose persone e perderne altre…La malattia è una esperienza che ci offre tanti momenti di condivisione con altre persone, che la stanno vivendo come noi. La malattia è tutto questo e tanto altro ancora. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato è per tutte noi molto importante. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato lo dobbiamo trattare con grande rispetto. Tutto quello che abbiamo temuto o sperato, sognato o realizzato lo possiamo fare conoscere agli altri: far vedere e sentire che la malattia è una esperienza complessa, sfaccettata, dirompente, una cosa intima e una rivoluzione”.
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