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“In sua movenza è fermo”: visita spettacolo al Teatro della Pergola Spettacoli

«In sua movenza è fermo» è il motto dell’Accademia degli Immobili, gruppo di nobili presieduto dal Cardinale Giovan Carlo de’ Medici il cui stemma era rappresentato da un mulino a vento: nel suo immobilismo estremamente produttivo. Nel 1656 (inaugurato nel ’57 e concluso nel 1661) gli accademici dettero vita al Teatro della Pergola, il primo teatro all’italiana costruito nella via dove nel ‘500 sorgeva un pergolato d’uva e da cui l’edificio prese il nome. Oltre ad ospitare tuttora i grandi artisti della scena, il teatro è sede di luoghi antichi e segreti, imbevuti di vicende artistiche e personali. Il fascino della sua sacralità ha attraversato 350 anni di storia in cui grandi personaggi hanno varcato la soglia del teatro e vi hanno lasciato parte di sé. La Compagnia delle Seggiole, giunta al settimo anno di repliche, ha fatto in modo che questi protagonisti del passato potessero tornare “alla ribalta” e comunicare direttamente con i curiosi visitatori del teatro. Il "viaggio teatrale" è frutto di un grande lavoro di squadra cominciando da Riccardo Ventrella, direttore del teatro che ha avuto inizialmente l’idea, e Giovanni Micoli, che ne ha scritto i testi e curato la regia.

Le visite spettacolo, di mattina previa prenotazione (prossime date: 4 marzo, 15 aprile e 6 maggio), sono occasione per avventurarsi nell’edificio teatrale: esplorare il “dietro le quinte” e i locali sotto il palco, conoscere il pozzo dove si trovano le antiche “macchine antincendio”, le tintorie e le vasche per la pittura delle scene, osservare la via delle Carrozze, unico accesso carrabile della vecchia città, e il museo sotterraneo, nel quale si trovano vecchi oggetti e macchine teatrali. Il percorso comincia laddove iniziava lo spettacolo, ossia sotto la botola da cui venivano issate le scene sul palco. Qui è il narratore (Massimo Manconi) a guidare i visitatori per il vicolo delle Carrozze, dove si trovavano le vecchie botteghe artigiane a uso e consumo appositamente del teatro. Ciò era possibile perché allora il teatro aveva un peso sociale e politico altissimo e, soprattutto, riceveva grande considerazione da parte dei governanti.

Dopo aver percorso tutta la zona sottostante il palco, tra sala dei rumori, pozzo, salita dei cavalli, si giunge al grande salone granducale, detto Saloncino, adibito un tempo per le feste e per la musica. È proprio accanto all’ingresso nella grande sala che appare la prima “ombra” che popola il teatro: Alessandro Lanari (solitamente interpretato da Mario Altemura, sostituito per la replica del 19 febbraio da Luca Cartocci), l’impresario che nel 1847 portò il Macbeth di Giuseppe Verdi alla Pergola fidandosi esclusivamente del suo istinto di grande intenditore di teatro e di canto. È la volta poi della capricciosa Marianna Barbieri Nini (Natalia Strozzi), indimenticabile soprano la cui voce ha incantato più volte il pubblico dello stabile, che nel foyer si atteggia e si lamenta come solo una diva sa fare.

A questo punto Manconi conduce gli insaziabili ospiti proprio sul palco ed è qui che incontrano Antonio Meucci (Fabio Baronti), noto come l’inventore del telefono, ma che proprio alla Pergola, in qualità di attrezzista e macchinista, inventò il primo telefono acustico in rame nel 1834, che permetteva di comunicare con i soffittisti (i tecnici operanti sopra la graticcia): in quello stesso teatro Meucci incontrò l’amore ed è solo di questo che la sua “ombra” desidera davvero parlare. Più in fondo si scorge il primo camerino della Pergola, fatto costruire appositamente per Eleonora Duse nel 1906, in occasione della messinscena del Rosmersholm di Ibsen con l’allestimento scenico di Edward Gordon Craig. A raccontarci la magia e la solennità di quel momento la sarta personale della grande “divina” (Sabrina Tinalli). Infine gli spettatori-visitatori arrivano al museo, un luogo dove è possibile ammirare vecchi strumenti usati per la scena, ma soprattutto il grande marchingegno che dal 1857 permetteva di innalzare la platea all’altezza del palco in occasione dei gran balli, opera del primo macchinista Cesare Canovetti (Marcello Allegrini). Un’opportunità unica per vivere la Pergola come non la si è mai vissuta. Un cast di attori coinvolgenti renderà questa passeggiata all’interno del grande e misterioso teatro ancora più avvincente.

© Foto di Alessio Pelagatti: Fabio Baronti in Antonio Meucci.

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