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In Toscana 120 uffici postali rischiano la chiusura Società

La Toscana non ha grandi metropoli, ma è fatta di tante piccole realtà. Alle volte anche piccolissime. Minuscole come alcuni Comuni montani. Sarebbero soprattutto loro, ha spiegato il presidente di Uncem Toscana, Oreste Giurlani, a rimetterci se Poste Italiane dovessero confermare i tagli prospettati. In Toscana, infatti, rischiano la chiusura ben 120 uffici postali, molti dei quali dislocati in realtà montane o in frazioni di Comuni comunque non troppo prossimi ai centri abitati più grandi. Oltre a mettere a rischio la posizione occupazionale di molti lavoratori, la chiusura di questi uffici postali porterebbe disagi alle fasce più deboli della popolazione. “Poste Italiane – ha dichiarato Giurlani – prosegue imperterrita nel cammino senza freni verso la chiusura degli uffici postali, creando non pochi disagi alle popolazioni di piccoli Comuni, frazioni e territori montani”. La denuncia del presidente di Uncem Toscana, che da tempo si fa portavoce dei malcontenti dei cittadini per i disservizi causati da Poste Italiane nelle piccole realtà toscane, è stata appoggiata anche dall’onorevole Ermete Realacci, che ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, di convocare un confronto fra Poste Italiane ed Enti locali per decidere del futuro dei 120 uffici postali toscani che rischiano la chiusura. Una cosa, ha spiegato Realacci, è “razionalizzare”. Altra, però, è “tagliare indiscriminatamente”. I servizi postali sono essenziali per i cittadini, soprattutto nei centri minori.

Foto: http://www.quartieremonte.com

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