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In Toscana 125 amministratori “spreconi” Cronaca

Tempi duri per gli evasori e per coloro che, da amministratori pubblici, sprecano denaro o causano danni ai patrimoni dello Stato. Sulla scorta dell'impronta legalitaria impressa dal governo Monti rispetto alle frodi fiscali, anche la Guardia di Finanza regionale infittisce le sue operazioni di controllo. E dopo i primi cinque mesi del 2012 è tempo di bilanci.

292 “grandi” evasori. Il “carosello dell'Iva – Sono poco meno di trecento quelli che dagli stessi uomini delle Fiamme Gialle vengono definiti “grandi” evasori, denunciati presso l'Autorità Giudiziaria. Dieci di questi sono stati arrestati e i sequestri a loro comminati hanno fatto rientrare nelle tasche del fisco 49 milioni di euro tra recuperi già eseguiti o proposti per l'esecuzione. Nel mirino degli uomini del comandante Interregionale Michele Adinolfi sono finiti soprattutto i furbetti dell'Iva, che in taluni casi hanno architettato quello che i finanzieri chiamano il “carosello” dell'imposta. In pratica, spiegano gli uomini della GdF, si tratta di «truffe organizzate mediante società “cartiere” create con l'unico scopo di emettere fatture false per aggirare il pagamento dell'Iva, per un valore di 25 milioni di euro».

Denaro pubblico. Un buco erariale da 64 milioni – Per quanto riguarda la lotta agli sprechi di denaro pubblico, ammontano a 64,5 milioni i danni erariali emersi dalle indagini delegate dalla Corte dei Conti per spese inutili o antieconomiche, imputabili a 125 amministratori toscani. Un buon numero di amministratori “spreconi”, ai quali vanno aggiunti 3,6 milioni in truffe relative a finanziamenti comunitari e nazionali.

184 “falsi poveri” – Ma al fianco degli evasori di professione si siedono i cosiddetti “falsi poveri”. 184 in Toscana secondo le Fiamme Gialle, che li hanno scovati mediante i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate. Tra questi non mancano i casi di “falsi ciechiassoluti” e di “pensioni a parenti defunti”, che messi tutti assieme raggiungono quota 87.000euro frodati alle casse dello Stato.

37% degli scontrini è “irregolare” – 15.000 controlli hanno invece interessato gli esercizi commerciali e, in particolare, la loro emissione di fatture e scontrini. Ben il 37% di queste verifiche ha dato esito di irregolarità.

Criminalità organizzata e capitali sporchi. Spunta il “money laundering” – Sul fronte del controllo dei patrimoni ascrivibili alla criminalità organizzata, la Guardia di Finanza ha svolto in Toscana 150 indagini patrimoniali antimafia nei confronti di «soggetti e società collegati alla criminalità organizzata», che hanno portato a sequestri per 51 milioni di euro. La lotta al riciclaggio di capitali sporchi si è tradotta in 25 indagini di polizia giudiziaria che hanno condotto ala denuncia di 268 persone per “money laundering”, quello che in Sicilia è noto come riciclaggio in “lavanderia” (valore dieci milioni di euro).

Traffici illeciti. 4,5 milioni in falsi d'autore – Nei primi cinque mesi del 2012 sono stati sequestrati 4,5 milioni di prodotti con marchi contraffatti o non sicuri per la salute dei consumatori, con la denuncia di 176 indiziati di reati. 51 invece gli arresti per traffici di sostanze stupefacenti, con il sequestro di 144 chili di sostanze complessive e la denuncia di 167 persone.

Lavoro. 123 aziende irregolari – Spostandoci sulla lotta al lavoro in nero, si parla per i primi cinque mesi del 2012 di 568 operai non regolarizzati, per un totale di 123 aziende coinvolte. Recuperati 9,4 milioni di ritenute Irpef non versate all'erario.

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