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In Toscana proseguono i lavori per tagliare i costi della politica Politica

A Palazzo Panciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana, si è tenuta ieri, 16 dicembre, la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province europee. Al meeting fiorentino di via Cavour si è discusso degli indirizzi con i quali i Consigli regionali italiani dovranno stabilire le loro leggi per ridurre i costi della politica. Le linee guida decise nella giornata di ieri sono, in sostanza, tre: abolizione dei vitalizia dei consiglieri regionali, passaggio al sistema contributivo per quanto concerne le pensioni dei consiglieri regionali e possibilità di rinuncia al trattamento pensionistico con recupero dei contributi versati.  «La Conferenza – ha spiegato il presidente del Consiglio regionale toscano, Alberto Monaci – ha deciso di assumere questi principi guida sui quali realizzare gli urgenti provvedimenti che le Regioni sono chiamate ad assumere per rispondere alla domanda di sobrietà che i tempi impongono». Anche il Consiglio regionale toscano, ha sottolineato Monaci, dovrà adeguarsi a quanto stabilito dalla Conferenza e, come tutte le Regioni italiane, impegnarsi per l’abolizione dei vitalizi. E del sistema dei vitalizi dei consiglieri regionali toscani ha parlato, sempre ieri, anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. Il sistema dei vitalizi, ha dichiarato il Governatore intervenendo alla manifestazione di Cisl Toscana, è «insostenibile» e per questo il Consiglio regionale ha deciso di abolirlo. Tuttavia va ricordato, ha spiegato ancora Rossi, che il numero dei consiglieri (da 54 a 40) e degli assessori (da 10 a 8) è già stato ridimensionato e che i politici toscani hanno stipendi già inferiori a quelli delle altre Regioni italiane. Per la riduzione dei costi della politica, ha continuato il Governatore, la Toscana si affiderà al sistema della “spending review”, ma il vero passo decisivo sarà compiuto soltanto quando si sceglierà di ridurre il numero degli enti locali. Secondo Rossi tre enti (Regione, Province e Comuni) sono troppi ed uno di essi andrà estinto. «Abbiamo approvato le Unioni dei Comuni, siamo disponibili a nuovi incontri per integrare le funzioni sanitarie con quelle sociali e andiamo avanti con i tagli ai costi della politica consapevoli che questa è la premessa per mantenere una credibilità che poi ci consentirà di chiedere sacrifici anche ai lavoratori», ha concluso. Ed in vista dell’abolizione delle Province la proposta del presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci, di costruire un’Area Metropolitana capace di unificare Firenze, Prato e Pistoia, torna a sembrare una via praticabile. Per eliminare le tre Province toscane ma non privare i cittadini fiorentini, pratesi e pistoiesi dei loro servizi, aveva proposto già da tempo Barducci, sarebbe possibile la costruzione di un’Area Metropolitana capace di governare politicamente un’area più vasta di quella attualmente controllata dalle Province esistenti. Martedì 20 dicembre, dunque, i presidenti delle tre Province toscane, Barducci, Fratoni e Gestri, si riuniranno, assieme ai loro assessori, nel palazzo della Provincia di Prato per discutere di come costruire il nuovo soggetto politico toscano. Mancano ancora le indicazioni del Governo, spiegano i tre presidenti provinciali, ma, nel silenzio della legge, Firenze, Prato e Pistoia continueranno i loro lavori.

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