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Alluvione a Carrara: scuole chiuse e proroga dell’allerta meteo Cronaca

Carrara (Massa-Carrara) – Non ci sono state vittime: come per miracolo, verrebbe da dire. “In alta Toscana, basta che pisci un angelo…” si usa dire. Ma l’ennesima alluvione che ha colpito il Carrarese e la Lunigiana sa tutt’altro che di divina punizione.

Certo, 183 millimetri di pioggia caduri in sole 3 ore sono molti. Ma davvero non si poteva fare nulla per evitare una nuova alluvione che, dopo quella dell’11 novembre 2012, mette nuovamente in ginocchio un territorio anche gravemente colpito dalla crisi economica? Il governatore toscano, Enrico Rossi, ha spiegato che la Regione la sua parte, in fondo, l’ha fatta. Dopo l’ultimo evento alluvionale, erano infatti stati stanziati 16 milioni per 31 interventi di sicurezza idrogeologica. Se poi questi interventi non siano stati effettuati in modo adeguato, non è colpa della Regione – ha proseguito il presidente – ma della Provincia di Massa-Carrara, cui erano stati affidati.

Sono dure e dirette le parole di Rossi: “Questo disastro poteva essere evitato”, ha dichiarato. L’esondazione del fiume Carrione che ha messo in ginocchio Marina di Carrara coprendola di fango, ha spiegato Rossi, è avvenuta nonostante i 4 milioni di euro stanziati dalla Regione nel 2007 per la costruzione, da parte della Provincia, di un muro che – in teoria – doveva essere capace di contenere eventuali ondate di piena. E se questo muro non ha retto, ha proseguito il governatore toscano, andrà accertato per quale motivo e di chi è stato l’errore.

Lasciando da parte le polemiche e tornando ai fatti, fortunamente la notizia circolata nella mattina di oggi, mercoledì 5 novembre, secondo cui l’esondazione del Carrione avrebbe causato un morto, è stata smentita. Non vi sono state vittime, se non gli agnellini dell’azienda agricola Paolini, che ha sede nei pressi del fiume ad Avenza. Oltre a mettere in ginocchio questa impresa (con macchinari agricoli distrutti, piante da buttare e strutture compromesse), l’esondazione del Carrione ha letteralmente ricoperto di fango Marina di Carrara. Le prime cifre (tuttora da confermare) facevano pensare a 5.000 sfollati, ma è verosimile che il numero di coloro che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni invase dalla melma sia salito a 7.000 unità.

La linea ferroviaria Tirrenica è stata interrotta, fra Sarzana e Massa, ed in seguito riattivata. Interrotta anche la linea ferroviaria Lucca-Aulla a causa di frane fra Minucciano e Gragnola. Bus sostitutivi sono stati attivati da Trenitalia per consentire gli spostamenti almeno sulla viabilità stradale. Il viceministro dei Trasporti, il toscano Riccardo Nencini, ha parlato di situazione preoccupante. “Ci sono migliaia di sfollati”, ha confermato Nencini. “Il Governo sta seguendo da vicino e con attenzione l’evolversi degli eventi”, ha concluso il viceministro.

Protezione Civile, Viguili del Fuoco e Consorzio di bonifica Toscana Nord sono all’opera per evitare che la pioggia che continua a cadere possa provocare altri danni. Tre idrovore pompano acqua a Fossa Maestra (Carrara), Brugiano e Magliano (Marina di Massa). Anche alla Partaccia sono state accese le idrovore (per evitare esondazioni del torrente Ricortola e del fosso Calatella). L’autorità portuale di Carrara, invece, ha decretato l’abbattimento del muro di recinzione del molo di levante. Tre ruspe si sono messe in azione ed hanno aperto dei varchi, così da far defluire l’acqua fangosa in mare. Al momento le onde non impediscono la ricezione delle acque da parte del mare.

E dopo l’alluvione, come sempre accade, è il tempo della grande paura. A seguito degli eventi alluvionali, il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, ha emesso due ordinanze: con la prima, le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse per la giornata di oggi e domani (giovedì 6 novembre); con la seconda si è decretato il divieto di utilizzare l’acqua proveniente dall’acquedotto pubblico, che potrebbe essere stata intorbidita a causa del maltempo.

A Carrarafiere è stato allestito un centro di accoglienza per gli sfollati, ed i gommoni dei Vigili del Fuoco hanno recuperato alcune persone che, per mettersi in salvo dalla piena, erano salite sui tetti. Elicotteri sono in volo per recuperare alcune persone rimaste isolate in località di montagna.

Anche in Lunigiana vi sono state esondazioni ed allagamenti. Il torrente Aulella sta rientrando nei limiti, ma è stato sul punto di uscire dagli argini. A Pallerone si sono registrati allagamenti, mentre ad Equi Terme è esondato il torrente Lucido. A Monzone, Gragnola e Gassorano si sono verificate delle frane. Anche il torrente Parmignola, sull’Aurelia massese, è esondato.

Secondo i meteorologi, le intense piogge cadute sulla provincia di Massa-Carrara sarebbero l’effetto di un eccezionale caldo fuori stagione (+7°C). I venti di Scirocco provenienti dall’Africa, dopo aver riscaldato l’Italia, avrebbero scaricato la loro carica di umidità, con la conseguenza di piogge ininterrotte. La secchezza del terreno, da tempo non bagnato dal cielo, avrebbe fatto il resto. L’incapacità della terra di ricevere l’acqua piovana, ha così causato esondazioni e allagamenti.

Non tutta colpa del cielo, però. Ma anche colpa dell’uomo. E per tutelare l’uomo dall’uomo, gran parte dei Comuni della Versilia hanno deciso, come Carrara, di tenere chiuse le scuole per la giornata di domani. Pietrasanta, Seravezza, Massarosa, Viareggio, Forte dei Marmi e Stazzema hanno emanato ordinanze per la chiusura delle strutture di ogni ordine e grado, in alcuni casi anche fino a venerdì 7 novembre.

A far temere è anche la nuova allerta meteo emessa dalla Sala operativa unificata della Protezione Civile regionale. L’allerta è di livello alto nelle zone della Versilia, appunto, e della Maremma. Fino alle 15.00 di venerdì 7 novembre si potranno verificare, in queste zone, intense precipitazioni. La conseguenza potrebbe essere quella di nuovi allagamenti, soprattutto in Versilia e nei bacini di Albegna e Flora. Potrebbero esondare i corsi d’acqua del reticolo minore, nonché verificarsi allagamenti nelle zone urbane a causa dell’incapacità della rete fognaria di incanalare le acque. Non escluse le frane nelle zone di montagna.

L’allerta è di livello medio, invece, nell’Arcipelago ed in altre zone della regione (Casentino, Valdichiana, Valdarno superiore, Valdorcia, Bruna, Tevere, Magra, Serchio, Basso Serchio, Valdicornia, Valdera, Valdelsa, Ombrone, Val di Bisenzio, Valdarno inferiore, Reno Santerno, Foce dell’Arno, Cecina). Anche in queste zone potrebbero verificarsi allagamenti ed esondazioni di corsi d’acqua minori.

Anche nel Pistoiese si sono verificati disagi, con l’esondazione di alcuni fossi ad Agliana e l’allagamento di alcune strade (via Ferrucci e via Galcigliana). Alla Sambuca una frana ha causato l’interruzione della strada provinciale, mentre viene tenuto sotto osservazione l’Ombrone e le piogge continuano ad essere intense.

La Regione Toscana ha intenzione di adottare lo stato di emergenza per le zone alluvionate. La Procura di Massa, invece, aprirà un fascicolo sull’esondazione del Carrione e, con ogni probabilità, i magistrati acquisiranno nei prossimi giorni la documentazione sulla costruzione dell’argine del fiume avvenuta nel 2007. Alcuni imprenditori della zona (dove operano segherie e aziende legate al commercio del marmo) avrebbero dichiarato che da tempo nell’argine si erano registrate piccole perdite d’acqua.

A Massa sono state salvate dal Corpo Forestale dello Stato sei persone, fra le quali un disabile, che risiedevano in una casa di cura. Nelle zone colpite dall’alluvione sono in azione 12 automezzi ed un elicottero della Protezione Civile. Centinaia, secondo il sindaco Zubbani, le persone rimaste bloccate in casa a casa dell’acqua che ha invaso le strade a Marina di Carrara.

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