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Inaugurata la mostra al Museo del Bardo con le epigrafi degli Uffizi Video del Giorno

Firenze – E’ stata inaugurata domenica 18 marzo  al Museo del Bardo la mostra sulle antichità romane provenienti dalla Tunisia e presenti da oltre tre secoli nelle collezioni degli Uffizi e nei depositi dell’Archeologico a Firenze: ventiquattro pezzi – epigrafi e stele votive e funerarie, per lo più – che nei duecento anni in cui hanno fatto bella mostra di sé nella sala d’ingresso della galleria fiorentina hanno attratto studiosi da tutta Italia, dall’Inghilterra e dalla Francia.

Un doppio appuntamentoall’inaugurazione: il taglio del nastro, ma anche il ricordo delle vittime, ventidue morti (tra cui quattro italiani) – e avrebbero potuto essere anche di più – e quarantacinque feriti nell’attentato terroristico avvenuto tre anni fa. C’è stato anche un momento musicale ‘toscano’ d’eccellenza, con la Scuola di musica di Fiesole, l’apprezzata fondazione senza fine di lucro, partecipata da pubblico e privati, che nel corso degli ultimi decenni ha formato giovani musicisti ed educato alla musica.

L’evento rafforza i legami culturali tra Toscana e Tunisia, le cui radici sono secolari. “Le relazioni tra la nostra regione e il paese nord africano sono consolidate. E il paese con cui abbiamo rapporto di cooperazione internazionale – commenta la vice presidente della Toscana, Monica Barni – e questa iniziativa culturale si inserisce nel solco già avviato”. Dal 2011, dopo la ‘rivoluzione dei gelsomini’, la Toscana è all’opera su più fronti, dall’economia sociale e solidale al rafforzamento istituzionale fino al sostegno del processo di decentramento, con il coinvolgimento di università, comuni e società civile. La Toscana è tra le pochissime regioni italiane ed europee attive nelle zone più sfavorite e povere della Tunisia come Kasserine, Jendouba e Tatauine, dove la cooperazione internazionale sta lavorando a costruire un percorso che porti a governi locali aperti e partecipati. Sul 2017 e 2018 sono attivi progetti per un milione e 400 mila euro, di cui un milione frutto di un bando vinto del Ministero degli esteri.

La mostra è  visitabile fino al 30 settembre 2018 e interamente finanziata dalla Regione Toscana con 70mila euro, curata da Fabrizio Paolucci, vuole  restituire visibilità a questo nucleo di antichità provenienti dalla Tunisia, raccolte nel 1666 dal medico e archeologo pisano Giovanni Pagni Pagni e, da oltre un secolo, diviso fra i depositi del Museo archeologico nazionale di Firenze e le Gallerie degli Uffizi.

nel video di Erfan Rashid parla Monica Barni

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