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Inaugurato anno accademico, crescono gli iscritti all’Università Breaking news, Cronaca

Firenze – Inaugurazione dell’anno accademico: oggi in Palazzo Vecchio, nel Salone dei ‘500, risuonano i numeri sciorinati dal rettore Luigi Dei dando un’immagine incoraggiante dell’Ateneo fiorentino: +8 % i nuovi iscritti, +10% i ragazzi impegnati nell’Erasmus,  quasi 24 milioni di euro di fondi europei e nazionali assegnati a 110 progetti di ricerca. Inoltre, ancora una notizia importante, dalle labbra del rettore, che ha annunciato il 2017 come l’anno nel corso del quale “l’ateneo tornerà ad un assetto stabile del personale docente, dopo anni di costante calo”. Si raccoglieranno i frutti dell’attività del 2016, in cui sono stati attivati, ricorda Dei, bandi per il reclutamento complessivo, su fondi dell’ateneo, di 150 ricercatori a tempo indeterminato, 23 professori associati, 16 professori ordinari. Una parola di ricordo, nel corso dell’intervento, toccando il tema dell’Erasmus, anche per le tre studentesse morte in un incidente in Spagna, a Tarragona.

L’inaugurazione dell’anno accademico è stata aperta dall’intervento del sindaco Nardella, che ha voluto sottolineare alcuni punti salienti del rapporto “forte” fra la città e l’ateneo. “Tra la nostra città e la sua Università c’è una relazione forte e produttiva – ha continuato il sindaco – l’Ateneo è stato decisivo negli ultimi venti anni perché ha preso a quattro mani il coraggio di trasformarsi dal punto di vista dell’organizzazione sul territorio e di uscire dal centro storico, andando a contaminare di vitalità, di qualità e di cultura gli altri quartieri della città e i territori extra comunali. L’Università è stata decisiva per accompagnare e sollecitare una trasformazione economica e urbanistica di tutta la città”. 

Del resto, ha detto ancora il primo cittadino, “non è una caso che con la nascita della Città metropolitana abbiamo condiviso con il rettore, unica città in Italia, l’obiettivo di scrivere insieme il Piano strategico dell’Ente, Non c’è bisogno di andare a cercare grandi nomi roboanti all’esterno e non c’è bisogno di spendere in consulenze di grandi studi di progettazione perché abbiamo sotto gli occhi quanto di meglio potremmo cercare: la nostra Università con i suoi saperi, le sue eccellenze e le sue persone. Oltre al lavoro comune sul Piano strategico, ci sono decine di programmi su cui siamo lavorando insieme, come ad esempio il programma ulteriore di analisi e verifiche della staticità di tutto il patrimonio scolastico della nostra città di cui la vicesindaca Cristina Giachi è stata ispiratrice. Riteniamo infatti che sia giusto che su progetti delicati e complessi si attinga dalle professionalità della nostra Università”. 

 

 

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