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Inceneritore “Casa del Lupo”, il territorio vince battaglia legale con Fisia Italimpianti Ambiente

Capannori – Grazie alla mobilitazione e all’azione istituzionale si chiude la storica vicenda. Il vicesindaco Lara Pizza:”L’esito del contenzioso rappresenta la vittoria definitiva del nostro territorio contro politiche che non ci appartengono, come quelle favorevoli agli inceneritori”. Il Comune  pagherà all’azienda che vinse la gara di appalto 84 mila euro a fronte di una richiesta di risarcimento  che durante l’iter procedurale ha superato 1 milione di euro

Si chiude la storica e intricata vicenda legale fra il Comune di Capannori e la Fisia Italimpianti  Spa, l’azienda che nel 1996 si aggiudicò l’appalto pubblico di circa 25 miliardi di vecchie lire per la realizzazione del termovalorizzatore al Frizzone in località ‘Casa del Lupo’, che conobbe un clamoroso stop in seguito alle battaglie dell’allora amministrazione comunale e dei movimenti ambientalisti. Grazie alla mobilitazione e all’azione istituzionale, il Ministero dei Beni Culturali pose il vincolo archeologico sull’area impedendo la realizzazione dell’impianto.
L’azienda vincitrice dell’appalto mosse ricorso contro il Comune e la Regione Toscana avendo di fatto già sostenuto spese di progettazione e pertanto a suo parere subito un danno economico. Nel corso dell’iter procedurale la Fisia Italimpianti Spaera arrivata a chiedere un risarcimento superiore al milione di euro.

Oggi la sentenza del  Consiglio di Stato prevede un risarcimento complessivo di 140 mila euro, di cui il 60 per cento, pari a 84 mila euro, a carico del Comune e il restante 40% a carico della Regione .  Il riconoscimento da parte dell’ente di questo debito fuori bilancio derivante dalla sentenza del Consiglio di Stato  è stato approvato ieri  (mercoledì) dal consiglio comunale che ha dato il via libera anche alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.

“L’esito conclusivo di questo contenzioso con la Fisia Italimpianti Spa rappresenta la vittoria definitiva del nostro territorio contro politiche che non ci appartengono come quelle che spingono alla realizzazione di impianti di incenerimento – dichiara la vice sindaco, Lara Pizza -. Il nostro Comune ha sposato politiche alternative  grazie alle
quali ha raggiunto livelli di eccellenza per la raccolta differenziata e le buone pratiche ambientali. I circa 80  mila euro che dovremo versare all’azienda rappresentano un onere assolutamente irrisorio rispetti agli enormi costi in termini di salute dei cittadini e di danni per l’ambiente che sarebbero derivati dalla realizzazione dell’impianto. Un
lavoro serio, puntiglioso e costante  portato avanti dai tecnici del Comune di concerto con quelli  della Regione  ha garantito il buon esito dell’annosa vicenda”.

Illustrando al consiglio comunale la salvaguardia degli equilibri di bilancio approvata dalla maggioranza (il gruppo di Forza Italia, l’unico presente tra quelli di opposizione, ha abbandonato l’aula al momento del voto di tute le pratiche all’ordine del giorno in segno di  dissenso sulla modalità di convocazione del consiglio, convocato d’urgenza) Pizza ha messo in luce gli aspetti  più importanti della salvaguardia degli equilibri di bilancio. “La variazione di bilancio recepisce il riaccertamento straordinario dei residui – sostiene la vice sindaco – , un  adempimento una tantum introdotto dalle legge di stabilità 2014 che per il nostro ente ha rappresentato complessivamente un impatto positivo garantendo una disponibilità di 100 mila euro sulla parte corrente. Questo dato che può risultare squisitamente tecnico in realtà evidenzia la bontà di una gestione finanziaria tesa alla prudenzialità adottata in questi anni”.

Il consiglio comunale ha anche approvato un altro debito fuori bilancio pari a circa 60 mila euro derivante da una sentenza della Corte di Appello di Firenze che chiude un contenzioso  con un proprietario  di  terreni espropriati dall’amministrazione comunale per la realizzazione del parcheggio della scuola materna di Badia di Cantignano e della
viabilità di accesso che chiedeva un indennizzo superiore a quello ricevuto.

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