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Inceneritore, Piccioli (Pd): “Rispetto chi manifesta, ma indietro non si torna” Politica

Firenze – Quindici o ventimila in piazza, la questione non importa, perché sulla scelta dell’inceneritore di Case Passerini il Pd non torna indietro. A spiegarlo è direttamente il segretario cittadino Massimiliano Piccioli, che in una nota scrive: Ho grande rispetto per tutti coloro che hanno manifestato, il confronto e la diversità di pensiero sono un valore aggiunto di ogni società civile. Devo dire però con estrema franchezza che poi occorre anche assumersi delle responsabilità, essere trasparenti e spiegare le scelte assunte”.

La scelta da spiegare è quella di costruire il termovalorizzatore di Case Passerini. Una scelta, che, spiega Piccioli, “costituisce un tassello di un più ampio puzzle che ha al centro la tutela dell’ambiente e del territorio, compreso proprio quello della Piana fiorentina”.

Per cui, scrive il dirigente del Pd cittadino, “consideriamo obiettivi primari l’armonizzazione delle politiche di governo del territorio dei comuni della Città Metropolitana, la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, il miglioramento della qualità dell’aria, la gestione virtuosa dei rifiuti e lo sviluppo di una vera mobilità sostenibile”; inoltre, “la gestione attuale del ciclo dei rifiuti è insostenibile. Non è solo una questione di contrasto con una direttiva Europea, ma di irresponsabilità verso le attuali e future generazioni”.

Ma c’è un altro argomento decisivo, secondo il segretario cittadino del Pd, ed è che “dire “No” e “UnViSiFaFare” vuol dire senza mezzi termini dire ancora SI alle discariche”. Mettendo davanti agli occhi dei cittadini sia la visione della collina di Case Passerini sia richiamando le immagini della Terra dei Fuochi. Piccioli richiama anche “l’impatto negativo di una discarica su aria, terra e acqua (ricordiamoci che in questo momento tutti i giorni partono da Firenze 50 camion diretti alle discariche di Peccioli e Terranuova: secondo voi questi non inquinano?)”. 

Infine, dopo aver ricordato che i problemi non si risolvono rimandandoli e che il conto “alla fine ci viene presentato tutto insieme e, come spesso è accaduto nella storia di questo paese, siamo stati costretti a rincorrere gli eventi”, parla anche della necessità di “un cambiamento radicale delle nostre abitudini, a partire dall’utilizzo delle risorse energetiche. Questa è la vera sfida che passa però anche nel medio periodo dalla individuazione della soluzione più sostenibile per l’ambiente e la sua comunità”.

Insomma per il Pd la costruzione del termovalorizzatore “va in questa direzione, assieme a quello di recuperare energia, di elevare la raccolta differenziata e, quindi, di porre le basi per un’economia circolare dei nostri territori”.

In sintesi dunque: sì al confronto, ma il termovalorizzatore o inceneritore che dir si voglia, si farà. In ultima battuta, anche una “bastonata” a qualcuno che per qualche tempo è stato compagno di strada: “E’ arrivato il momento di assumersi la responsabilità di una scelta politica chiara che per troppo tempo è stata rinviata per paura di perdere consenso elettorale…anche da parte di coloro che sabato hanno manifestato accanto ai cittadini”.

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