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Inchiesta sui finanziamenti al Giornale della Toscana: indagato Denis Verdini Cronaca

«Alla luce di quanto è accaduto oggi, posso solo affermare di essere offeso e costernato. Lo sono tanto più perché, sapendo bene come stanno le cose, sono perfettamente in grado di valutare l'enorme inconsistenza delle accuse che mi vengono mosse con un dispiegamento di uomini e mezzi davvero degno di miglior causa. Il risultato di questa "brillante iniziativa", che ha portato al sequestro dell'intero immobile del Giornale della Toscana, è stato invece quello di rischiare di mandare sul lastrico e in mezzo ad una strada non meno di trenta lavoratori e le rispettive famiglie per un reato che non esiste, se non nella fervida immaginazione dei pm», queste le parole con cui Denis Verdini, coordinatore nazionale del Popolo delle Libertà, ha commentato la sua iscrizione nel registro delle persone indagate per truffa aggravata ai danni dello Stato nell’ambito dell’inchiesta sugli illeciti finanziamenti pubblici ricevuti dal quotidiano. Secondo le indagini dei carabinieri  del Ros, coordinati dai pubblici ministeri fiorentini Giuseppina Mione e Luca Turco, dal 2008 al 2011 il Giornale della Toscana avrebbe ricevuto circa 17 milioni di euro di pubblici finanziamenti versati dalla società STE, società che, sempre secondo i magistrati, farebbe parte di una cooperativa fittizia denominata Nuova Editoriale. Quest’ultima azienda era semplicemente una cooperativa di facciata nella quale venivano versati soldi pubblici e per questo la Guardia di Finanza di Roma ha proceduto ieri, 25 ottobre, al sequestro di beni per 10 milioni di euro nei confronti di 18 persone indagate. I carabinieri di Firenze, invece, hanno acquisito la documentazione relativa alla società Settemari, editrice del settimanale fiorentino Metropoli, anch’esso sotto indagine nell’ambito dell’inchiesta. Verdini, già accusato nell’ambito delle inchieste sui Grandi Appalti, sulla P3 e sul Credito Cooperativo Fiorentino, ha parlato di «stalking giudiziario». Preoccupato per gli sviluppi della vicenda, nella quale sono state coinvolte alte 18 persone, anche il direttore del Giornale della Toscana e parlamentare Pdl, Riccardo Mazzoni, il quale ricorda che senza i finanziamenti pubblici il quotidiano sarà costretto a chiudere.

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