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Inchiesta sulla Tav: “Indagini sulle grandi opere con Falcone e Borsellino” Economia

Signor Giudice, Onorevole, Senatore. Sono tante le possibilità con cui ci possiamo rivolgere a Lei. Se non sbaglio è nato vicino a Caserta, una terra feconda per i rapporti tra grandi imprese e criminalità.
Dell'Alta Velocità mi occupo ufficialmente dal 1993. Come lei sa una delle tratte del progetto è la Napoli-Roma e mi colpì il fatto che nel casertano c'era un sistematico attacco della Camorra ai danni di tutte quelle imprese che non fossero già sotto il suo controllo e che facevano i lavori per l'AV. Un'altra cosa però mi aveva colpito. Gli operai che lavoravano all'AV scioperavano perché non ricevevano lo stipendio e subivano pressioni. Con l'opera si riduceva di pochi minuti il tempo di percorrenza fra Roma e Napoli, ma a fronte di stanziamenti iperbolici gli operai non erano pagati. All'epoca ero parlamentare e tempestai l'aula di interrogazioni. Né il centrodestra né il centrosinistra mi risposero
Cos'è che non andava nel sistema di realizzazione dell'Alta Velocità?
Tante cose. Ad esempio c'era un grave conflitto di interessi fra controllori e controllati. C'era un comitato nominato dall'allora amministratore delegato dell'Alta Velocità, Lorenzo Necci, il quale aveva messo a controllare una persona della Fiat e Romano Prodi, che però facevano i lavori attraverso la Fiat stessa e l'Iri, di cui Prodi era presidente dell'Iri. Come sappiamo Fiat ed Iri sono due general contractor della TAV. Queste cose le denunciai prima del libro in una relazione alla commissione parlamentare antimafia. Chiamai Polizia, Guardia di Finanza, Carabinieri e magistrati per sapere quali fossero le imprese e i partiti che avevano interessi in quest'opera pletorica
Sappiamo che quella relazione però non fu mai discussa. Cosa accadde di preciso?
Accadde che subii un attacco concentrico da parte della destra e della sinistra. Siamo nel '95. La destra mi attaccò attraverso un Senatore che si chiamava Michele Florino, il quale chiese le mie dimissioni e che fossi sostituito come relatore. La sinistra invece mi lasciò completamente solo. Nel 1996 ero deciso a portare avanti la relazione presentandola, per farla discutere e votare. Cominciai la mia battaglia per arrivare al voto. Arrivai a dire che per l'Alta Velocità ci trovavamo in una situazione in cui non c'era più la lotta dello Stato contro la Camorra e la Mafia, ma lo Stato ha accettato e rispettato tali organizzazioni affidandogli i lavori come se fossero un fatto normale. Si trattava di accordi, di trattative
La parola “trattativa” è andata molto in voga negli ultimi tempi. Non è che c'è un legame con qualche altra trattativa?
E sicuramente c'è un legame con altre trattative. Io acquisii i rapporti di Falcone e Borsellino che indagavano anche sulle opere pubbliche. Stavano scoprendo la penetrazione nei grandi lavori della della criminalità organizzata che agivano anche grazie a potenti imprese del nord che facevano da copertura. L'infiltrazione non avveniva cioè in maniera diretta ma mediata da imprese insospettabili. Ciò aveva colpito me, Falcone e borsellino con i quali parlai di questo
Sappiamo la fine che Falcone e Borsellino hanno fatto. Suo fratello è stato assassinato. Lei ha ricevuto pressioni di qualche tipo?
Furono intercettate delle telefonate sugli apparecchi di alcuni camorristi, fra i quali Michele Zagaria, che dicevano che alle prossime elezioni si doveva combattere contro Imposimato che rischia di far saltare i lavori dell'Alta Velocità. Mentre si era nel bel mezzo della battaglia per decidere se questa opera pubblica dovesse essere proseguita o interrotta avvenne un fatto abbastanza sorprendente. La legislatura venne interrotta. Nel 1996 Tangentopoli era superata. Non c'era quel bisogno di interrompere la legislatura, eppure le camere furono sciolte anticipatamente. Lo ritenni finalizzato a non far parlare dell'Alta Velocità. La conferma sta nel fatto che quando lascia la commissione perché non fui rieletto a causa della battaglia che mi fecero i camorristi essa fu stracciata. Non se ne discusse più, nessuno la recuperò
Sembra quasi che lei stia delineando un sistema di alto livello fra politica e criminalità.
C'era un meccanismo per cui quando una somma di denaro pubblico veniva destinato per la costruzione di una tratta, una bella parte andava in mazzette divise tra imprese della camorra e politici corrotti. La parte restante, minoritaria, andava ai lavori, che perciò sono necessariamente venuti peggio
Di recente ha espresso la sua contrarietà al passaggio della Tav in Val di Susa. Perché?
Sono contrario alla Tav in Val di Susa perché ritengo che in zone di straordinaria bellezza paesaggistica non debba prevalere la logica di interessi al rispetto dell'ambiente. Chi vuol fare queste opere, sostiene che esse dovrebbero servire a finanziare i comuni con i soldi della Comunità Europea, altrimenti si perdono i fondi. Ma i fondi, se è necessario perderli, si perdono. Dietro all'alta Velocità c'è il finanziamento illecito ai partiti e a forze governative. Sì, è vero, ci sono quelli in buona fede, ma molti di loro sono ignoranti.

la prima puntata: http://www.stamptoscana.it/articolo/economia/tav-come-si-trasforma-il-piombo-in-oro

 

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