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Incontro con Cristina Acidini, la prima donna alla guida dell’Accademia delle Arti e del Disegno Cultura

Firenze – Il portone è spalancato e lascia intravedere il corridoio che porta direttamente alla sala che custodisce l’affresco del tabernacolo del Boldrone di Pontormo. Siamo nella sede dell’Accademia delle Arti e del disegno la più antica al mondo che ebbe origine dalla Compagnia di San Luca  nata nel 1339 e di cui fecero parte i più grandi artisti da Donatello a Michelangelo a Leonardo a Da Vinci. Qui, nel cuore della Firenze più antica, nel palazzo dell’Arte dei Beccai che fiancheggia Orsanmichele, ogni lunedì,  i volontari dell’associazione  Amici dei Musei garantiscono l’apertura con ingresso  libero, pronti a dare informazioni storico artistiche sulla prestigiosa istituzione e sulle opere ancora oggi qui conservate, affreschi, dipinti, sculture e splendidi arazzi alle pareti.

A guidare la prestigiosa istituzione e per la prima volta nella sua storia di oltre 450 anni, una donna, Cristina Acidini, già Soprintendente al Polo Museale Fiorentino, anche in quel caso prima donna a ricoprire tale incarico; siamo andati a trovarla per saperne di più.

L’Accademia delle Arti e del Disegno è un’istituzione molto antica, come opera nella realtà contemporanea? 

accademia arti e disegno“Le origini dell’Accademia sono lontane, nel 1563 con la fondazione il Vasari e don Vincenzo Borghini dettero le linee guida che ancora oggi sono valide e che vedono l’accademia grazie al suo statuto impegnata a promuovere le arti e gli artisti e questo non è cambiato nel tempo, si tratta solo di farlo nei modi e con gli strumenti del terzo millennio. E’ un organismo  che ha una caratteristica importante, tiene insieme, attraverso un organo collegiale cinque classi di esperti , questa è la struttura portante , la ricchezza dell’accademia è nell’avere nella stessa struttura umanisti, scienziati, storici dell’arte, architetti, pittori. L’intuizione fu di Giorgio Vasari che volle insieme artisti e “gentiluomini dilettanti” che si interessavano alle arti, una formula di grande valore che penso possa essere messa a frutto. Molte sono le iniziative per quello che riguarda la parte umanistica e di critica e anche artistica, l’accoglienza e il partenariato.”

Appena inaugurata infatti nella Sala esposizioni in Piazza San Marco la mostra “Rancinan, il destino dell’uomo” dell’artista francese Caroline Gaudriault, che sarà aperta al pubblico  fino al 29 marzo. “Abbiamo molte possibilità internazionali da coltivare – continua la presidente Acidini – essendo la prima accademia del mondo occidentale abbiamo rapporti particolari con le altre accademie di Belle Arti che sono nate in seguito e un ruolo primario è quello di far conoscere gli artisti e di metterli in contatto”.

3 accademia arti e disegnoQuali sono le attività già realizzate?

“ Abbiamo dato il via a un ciclo di conferenze dedicate al tema dell’arte a rischio che ha avuto successo e che  sarà ripreso in futuro, un tema che offre molti spunti di indagine fino alle notizie dei nostri giorni”.

Che tipo di pubblico segue le iniziative dell’Accademia ?

“ E’ un pubblico costante e affezionato ma ci auguriamo di raggiungere ancora più persone e di poter essere presenti in futuro  anche sui social con iniziative mirate”.

accademia arti e disegno 2Quali sono i suoi obiettivi principali ?

“ Innanzitutto recuperare e potenziare l’Accademia attraverso le sue diverse sedi, rendere più accogliente il palazzo, far vivere la sede di S. Marco con esposizioni temporanee  e dare il via a progetti con strutture analoghe all’estero, in particolare con la Cina. Progetti ordinari e straordinari mantenendo l’aggancio territoriale e favorendo un’apertura globale di collaborazione con tutto il mondo”.

E infine, come ha accolto la sua nomina ?

“ E’ stata una grande emozione e una punta di spavento, ci sono poi degli aspetti che mi hanno fatto sorridere, essendo io la prima donna , chissà cosa ne avrebbe pensato il Vasari. Dall’altro lato un grande entusiasmo, attraverso il patrimonio delle professionalità che sono racchiuse nell’accademia   la possibilità di interagire sia con le istituzioni cittadine che con organismi ultranazionali, continuare così il percorso iniziato dai nostri predecessori ed interpretarlo al meglio”.

 

 

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