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Incontro con Pina Ragionieri, nuova Presidente della Fondazione Casa Buonarroti Cultura

Firenze – Da oltre trentun anni alla direzione della Fondazione Casa Buonarroti la D.ssa Pina Ragionieri ha assunto l’incarico di Presidente dell’importante istituzione fiorentina, punto di riferimento internazionale per chi accosta allo studio di Michelangelo e luogo privilegiato di mostre e conferenze di alto valore artistico, al suo posto andrà il Dr. Alessandro Cecchi già direttore della Galleria Palatina e apprezzato studioso del Rinascimento.

“Adesso sto cercando di separare le due funzioni,  siamo in un momento di passaggio – dice la d.ssa Pina Ragioneri che abbiamo incontrato in questi giorni nella Casa Buonarroti e con la quale abbiamo ripercorso la sua attività nel museo fiorentino – Questo oggi  è un museo aperto alla città. Con il prof.  Charles de Tolnay era principalmente un luogo di studi, ma è una realtà in un quartiere storico e oggi esiste un rapporto consolidato con l’Opera di S. Croce, grazie a un’apertura sulla città, sul quartiere, sul mondo”.

 E’ alla fine del 1984 che Pina Ragionieri diventa direttrice della Casa Buonarroti, una figura che mancava e che  all’epoca fu sollecitata dall’allora  presidente del Consiglio di amministrazione Paola Baracchi, dopo la morte di Charles de Tolnay avvenuta nel  1981. Nel suo curriculum ci sono momenti importanti che si incrociano con la vita culturale del nostro paese  e che hanno risonanza a livello internazionale. “Attraverso la casa editrice Sansoni, venti anni di servizio tra interno ed estero, conoscevo molto bene l’Italia degli studi e degli intellettuali poi negli anni ’75-’76 ho lavorato come consulente culturale del Sindaco di Firenze Elio Gabbuggiani, iniziando dal VI centenario Brunelleschiano, un lavoro molto coinvolgente che dal mondo editoriale mi portava a quello dell’organizzazione di eventi, ho avuto la fortuna di avere l’aiuto del prof. Franco Borsi, si trattava di manifestazioni complete con la realizzazione di mostre, convegni, campagne fotografiche specifiche. Poi nel 1976 l’allora assessore Franco  Camarlinghi mi chiese di rappresentare il sindaco nell’Ente Casa Buonarroti”.

 “Per sei mesi, all’inizio con l’incarico di Vice direttrice, volevo vedere se ce l’avrei fatta – dice Ragionieri – mi sono guardata intorno. Il museo era sistemato in maniera gradevole ma non lasciava comprendere la storia della famiglia. Nel 1997 e con la collaborazione del prof. Giovanni Agosti il museo è stato riallestito completamente, da questa operazione è nata una guida in italiano e inglese che ancora oggi ne traccia il percorso.”

E’ grazie agli antichi inventari che è possibile recuperare l’ originario allestimento museale del palazzo, “Siamo stati in grado di capire come erano le quattro sale seicentesche e poi abbiamo dato un andamento logico, recuperando dai depositi del Museo Archeologico la collezione di Filippo Buonarroti,  in tutto ottanta pezzi conservati nella grande sala, mentre con un’ azione forte mi sono adoperata per la resa del crocifisso alla Chiesa di S. Spirito, liberando in questo modo la sala che oggi ospita i bozzetti e che proprio in questi giorni ha una nuova illuminazione a Led, poi grazie a Antonio Paolucci, all’epoca ministro è stata recuperata anche una collezione importante che è stata sistemata nella Sala di Michelangelo.”

 Senza contare la grande collezione di disegni di Michelangelo, oltre duecento, la più importante al mondo, e la biblioteca, consultabili dagli studiosi su prenotazione grazie al personale addetto a questa specifica funzione e l’attività espositiva che negli anni è proseguita con almeno un appuntamento all’anno. “Adesso stiamo lavorando a una mostra sulla figura di Matilde di Canossa –  ci anticipa la Presidente – sono rimasta sorpresa di come sia vivo  ancora oggi il culto della memoria per questo straordinario  personaggio -la mostra che sarà inaugurata il 14 giugno avrà prestiti importanti – Una delle difficoltà degli ultimi anni è che si sono fortemente ridotti i contributi pubblici, per un certo tendere alla contemporaneità e per la natura ibrida della Fondazione, la ricerca dei contributi a privati non è sempre facile ”.

 “Superato questo momento di passaggio delle consegne e una volta libera dalle mansioni operative, spero di potermi  dedicare al nuovo catalogo della collezione dei disegni di Michelangelo e dedicarmi di più allo studio, cosa che sino ad oggi  purtroppo ho dovuto fare solo nei ritagli di tempo”  – confessa infine la Presidente della Fondazione Casa Buonarroti.

 

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