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Indagine appalti: imprenditore aveva chiesto intervento Lupi e Alfano Cronaca

Firenze – Nuovi particolari emergono dall’inchiesta della procura fiorentina sugli appalti delle grandi opere. In uno degli episodi sotto la lente degli investigatori tornano  nelle carte delle indagini i nomi del ministro per le infrastrutture Maurizio Lupi e il ministro degli Interni Angeli Alfano. Un imprenditore che, come viene detto nell’ordinanza del Gip di Firenze era stato “sottoposto a misura di prevenzione dal Prefetto di Udine” si rivolge a Franco Cavallo, chiedendogli di sollecitare un “urgente intervento del ministro degli Interni”.

Si tratta dell’impresa Rizzani De Eccher che, nel 2013,  fra l’altro, ha l’appalto per dei lavori di adeguamento idraulico del torrente Mugnone, a Firenze. Il 16 luglio 2014, continua il gip, Claudio De Eccher chiede a Cavallo “in modo deciso, che ne parli anche con il ministero degli Interni”. Qualche minuto dopo, annota il gip, Cavallo “ha inoltrato la lettera di posta elettronica ricevuta da Claudio De Eccher al ministro Lupi, chiedendogli un incontro”. Il 18 luglio 2014, Cavallo, “dopo essersi incontrato con il ministro Lupi, ha telefonato a Claudio De Eccher dicendogli: ‘Io ho parlato con lui, aveva già parlato sia con l’avvocato sia con Angelino”.

Nella carte dell’indagine “Sistema” (4 arresti e 51 indagati)  emerge anche un caso misterioso. Riguarda la morte di un prete nel porto di Livorno. Nella maxi inchiesta spunta il telefono intestato a un sacerdote genovese, Giacomo Vigo, il cui corpo senza vita venne ritrovato nella Darsena Vecchia di Livorno lo scorso 5 agosto. La scheda con il numero telefonico del cellulare del sacerdote morto suicida venne usata più volte da uno dei 51 indagati, come risulta dall’ordinanza di custodia
cautelare emessa ieri dal Gip del Tribunale di Firenze: si tratta di un suo cugino, l’ingegnere genovese e docente universitario Giorgio Mor, cognato dell’imprenditore Stefano Perotti, finito agli arresti per vari reati, dalla corruzione alla turbativa d’asta. Mor (che dalle intercettazioni telefoniche dei carabinieri si sarebbe interessato del figlio del ministro Maurizio Lupi) avrebbe chiamato più volte Perotti, come nel febbraio 2014, con la scheda telefonica intestata al sacerdote moto all’età di 42 anni.

 

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