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Indagine su Twitter: poco utilizzato dalle aziende dei servizi pubblici Internet

Su oltre 230 aziende di servizio pubblico locale, tra acqua, trasporto pubblico, rifiuti, gas, edilizia residenziale, aziende sanitarie e ospedaliere, farmacie comunali, istituzioni culturali e istituti di assistenza alla persona, solo in 5 hanno un profilo twitter aperto e attivo. Lo fanno CSA (csambiente), Publiacqua,  Acque, Revet e Mukkilatte. Queste  aziende che operano nei settori dei rifiuti, del servizio idrico e dell'alimentazione utilizzano twitter soprattutto come strumento di ufficio stampa più che di servizio, in poche parole replicano o comunque seguono la stessa linea dei siti internet ufficiali, twittando comunicati stampa, news, aggiornamenti.

Più complesso è l’aggiornamento e una lavoro stile call center che effettivamente nessuno sta facendo ad oggi in Toscana. Per queste cinque aziende i profili sono gestiti e aggiornati dai rispettivi uffici stampa e comunicazione. CSA Spa utilizza Twitter per le proprie attività ogni giorno e la pagina è attiva da 7 mesi con soprattutto questi temi: attivazioni o modifiche ai servizi, orari di assemblee pubbliche,  risultati raggiunti, news, iniziative. Acque e Publiacqua utilizzano Twitter prevalentemente per comunicazioni istituzionali e aggiornamenti sulle attività comunicative, ma anche per le novità dei lavori in corso sul territorio. Acque utilizza la forma integrata al profilo aziendale di Facebook, ovvero scrive la stessa notizia che automaticamente viene riversata sia su twitter che su fb. Publiacqua, invece, non ha un profilo Facebook e aggiorna twitter senza utilizzare meccanismi automatici.

Scorrendo i risultati dell’indagine si evince che molte aziende non ritengono twitter una piattaforma utile per le proprie comunicazioni o per mancanza di spazio (i 140 caratteri distintivi della comunicazione su twitter) o perché lo considerano solo una nicchia rispetto ai propri utenti. Molte di queste non utilizzano nessun social network, alcune non hanno twitter ma invece sono attive su facebook, che è un social meno dedicato alle news in tempo reale e più alla condivisione di materiali e commenti. Le maggiori problematiche però riguardano la paura di una apertura totale nei confronti degli utenti e di commenti e richieste che potrebbero arrivare e la grande difficoltà organizzativa di poter tenere aggiornati i profili costantemente (come sarebbe richiesto per i social per avere un buon riscontro dagli utenti). Su questo le aziende di servizio pubblico locale scontano un chiaro ritardo rispetto anche agli enti pubblici locali (comuni, province e regioni) che ormai sono quasi totalmente iscritti a twitter con risultati non sempre eccezionali ma che comunque servono per marcare la presenza.

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