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Indagini del PM sulla morte del ciclista Andrea Nencini Cronaca

Aveva percorso non più di 25 chilometri dalla partenza quando Nencini – era stato anche professionista negli anni 1999-2000 – di colpo crollava a terra svenuto. Inutili gli immediati tentativi di rianimazione. Aneurisma rimane al momento la causa più verosimile della morte. Ma la Procura di Grosseto, giustamente, ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sulle vere cause di quel decesso. Dall’autopsia pare sia addirittura emersa una anomalia cardiaca. In questo caso niente aneurisma. E di conseguenza dovrebbero essere accertate eventuali responsabilità dell’ente (o del medico) che ha concesso a Nencini il nulla osta per partecipare a gare ciclistiche anche se della categoria amatori.

Il sostituto Salvatore Ferraro della Procura di Grosseto che conduce le indagini avrebbe già disposto una serie di perquisizioni sia nell’abitazione del ciclista a Grosseto, sia in studi medici alcuni dei quali si trovano anche fuori dalla Toscana allo scopo di reperire documenti relativi al rilascio dell’idoneità sportiva a Nencini. Documenti dai quali sarà possibile stabilire o meno la regolarità di quella certificazione. Si dice che ci sia già un indagato. In tal caso significa che la magistratura segue con convinzione la pista dell’anomalia cardiaca.
 

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