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Indice Ue, la Toscana tiene in competitività Cronaca

“Certamente le cose non vanno bene per il nostro paese, che perde in competitività rispetto al resto d’Europa, retrocedendo tra i primi 20 dal 16esimo al 18esimo posto. Però, se si analizzano i dati Regione per Regione, vediamo che la Toscana tiene meglio di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna; regioni queste che da sempre, per la loro dimensione, per il loro Pil e per la loro struttura economica e sociale sono considerate per la Toscana punti di riferimento e di confronto”.

E’ questo il commento del presidente Enrico Rossi alle notizie sul nuovo indice della Commissione europea. Si ricordi che l'individuazione delle criticità segnalate dal rapporto Ue deve essere alla base dell’utilizzo dei nuovi fondi comunitari 2014-2020.
“Nella graduatoria generale della Ue – prosegue il presidente – la Toscana passa dalla 158esima posizione del 2010 alla 160esima del 2013, mentre la Lombardia dalla 98esima alla 128esima, il Veneto dalla 149esima alla 158esima, l’Emilia Romagna dalla 124esima alla 141esima. Insomma noi perdiamo due punti, ma la Lombardia ne perde 30, il Veneto 9 e l’Emilia 17. E così avviene anche in un’altra diversa graduatoria, nella quale comunque le differenze di valore tra queste quattro Regioni non cambiano”.

Tutto ciò non significa che ci si debba consolare e ancor meno accontentare, ma che si deve prendere atto della relativa capacità di tenuta della Toscana nel quadro di questa crisi che è la più grave dal dopoguerra. Si tratta a mio avviso di una tenuta che si deve a tutte le forze migliori e responsabili del mondo del lavoro, dell’economia, della società e delle istituzioni. Per questo credo che ce la possiamo fare con coraggio e impegno, anche facendosi forti di ciò che finora abbiamo fatto. Aggiungo anche che occorrono ottimismo e fiducia nel futuro, senza cui non si raggiungono gli obiettivi che ci si prefigge”.

Nei prossimi giorni – annuncia il presidente – approfondiremo meglio il rapporto Ue e valuteremo i nostri punti di forza e le nostre criticità, discutendone pubblicamente con tutte le forze sociali, con il mondo delle competenze e della ricerca, nelle sedi istituzionali. L’individuazione delle criticità segnalate dal rapporto Ue deve infatti essere alla base dell’utilizzo dei nuovi fondi comunitari 2014-2020, sui quali vogliamo lavorare per assegnare le risorse alle imprese, agli enti locali e alle istituzioni già a partire dall’anno prossimo. La ripresa può esserci – conclude Rossi – e la Regione Toscana è in grado di coglierla, senza perdere tempo e con spirito costruttivo. Indubbiamente la stabilità del governo nazionale potrebbe aiutare molto”.

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