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Indimenticabili i primi piani su Andrea Della Valle Sport

Non può che essere Andrea Della Valle il personaggio di Fiorentina-Torino ,soprattutto per chi l’ha vissuta in televisione. Se un dirigente di Sky, colto da improvvisa follia, ci avesse affidato la regìa della “diretta”, noi non abbiamo dubbi su come si saremmo comportati: avremmo diviso i teleschermi in due parti. Sulla prima metà avremmo mandato in onda la partita; l’altra metà l’avremmo riservata alle reazioni di Andrea. La partita non potrà essere dimenticata per il suo andamento sconcertante, ma resteranno indimenticabili anche i primi piani del presidente della Fiorentina perché sono state proprio le reazioni di Andrea a dimostrarci meglio di altra cosa quello che succedeva in campo. In stretto ordine di tempo abbiamo visto un Della Valle soddisfatto per il gol di Cuadrado che ha portato in vantaggio la Fiorentina dopo appena 8’. Poi la soddisfazione si è trasformata in gioia (con i pugni alzati verso il cielo) quando Aquilani ha raddoppiato al quarto d’ora con uno splendido colpo di testa. La gioia è diventata addirittura irrefrenabile al 33’ con la perfetta punizione di Ljajic.  La Fiorentina stava mettendo in mostra il più bel gioco del campionato i tre punti, importantissimi nella lotta per la Champions, sembravano ormai sicuri. Poi il graduale cambiamento. Pochi istanti prima della fine del primo tempo Barreto ha ridotto le distanze, ma Andrea ha reagito in maniera composta: non poteva sicuramente immaginare quello che sarebbe accaduto nella ripresa. Quando Santana ha realizzato il secondo gol granata, il volto del presidente ha cominciato a diventare scuro. Non si poteva sentire più tranquillo anche perché la bella Fiorentina d’inizio partita era improvvisamente uscita dal campo. Infatti poco dopo la mezz’ora è arrivato il gol del pareggio (quasi una vendetta di Cerci) e Andrea non ha potuto fare a meno di voltarsi da tutte le parti per chiedere a chi gli stava seduto vicino:ma cosa sta succedendo? Lo scoramento è diventato rabbia quando Cerci (ancora lui) ha sprecato una irresistibile azione personale sbagliando il passaggio per due giocatori granata solissimi in area di rigore.La partita, però, doveva riservare la parte più emozionante, ovvero il finale degno di un film di Hitchkok: il gol di Romulo (appena mandato in campo da Montella) che ha ridato alla Fiorentina quello che meritava: i tre punti che la lasciano in piena lotta per l’Europa che conta. Andrea si è lasciato andare abbracciando tutti coloro che erano dalle sue parti. Mancavano poco più di tre minuti alla fine e il più giovane dei DellaValle ha recitato ancora la parte del primo attore, rifiutandosi di vedere quello che succedeva in campo ogni volta che il Torino si avvicinava all’area viola. Quando Cerci, in pieno recupero, ha battuto un calcio di punizione appena fuori dell’area, Andrea ha voltato le spalle al campo, portandosi le mani alle orecchie. Si è voltato soltanto quando l’arbitro ha fischiato la fine e le sofferenze sono finite. Le manifestazioni di gioia si sono sprecate: ora quota 58 in classifica era stata raggiunta senza timore di smentite.
Nella conferenza stampa del dopopartita Andrea Della Valle ha ammesso di aver sofferto le pene dell’inferno ,ma ha aggiunto che partite così rientrano nel processo di crescita di una squadra giovane. Tutto giusto. Ma che cosa avrebbe detto Andrea se la partita fosse finita dopo il 3-3 di Cresci? Meglio non pensarci. Ma Montella ha l’obbligo di pensarci e di fare in modo che certi regali non siano più fatti. Mancano 5 giornate alla conclusione del campionato e bisogna evitare a Andrea Della Valle e ai tifosi le impensabili pene sofferte contro il Torino.
  Raffaello Paloscia

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