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INDIRE, Usb convoca lo sciopero il 23 marzo Breaking news, Cronaca

Firenze – Il 23 marzo, dalle 9 alle 12, dopo mesi di trattativa e dopo la risposta negativa dell’ente, sarà sciopero INDIRE. A convocarlo, l‘Usb, che rilancia la sua proposta all’ente: 1,8 mln sul precariato, 4 II livelli e 10 III livelli selezionati con l’articolo 22 comma 15. Una proposta che, politicamente ed amministrativamente, rientra, ricorda l’Usb, nel mandato del legislatore che rende prioritarie le stabilizzazioni “a fronte di un chiaro abuso tutto da attribuire ai vertici degli enti di ricerca”. Parole che, dicono ancora dal sindacato di base, sono da sottolineare, pronunciate al tavolo dalla parte pubblica.

Lo sciopero delle lavoratrici e lavoratori di INDIRE vedrà anche la costituzione di un presidio a Firenze, davanti alla sede di via Lombroso, n. 6/13 dalle ore 10,30 con conferenza stampa.

“Per 122 precari di INDIRE vi è il rischio concreto di perdere il lavoro – spiegano dall’Usb – proprio ora che il loro diritto alla stabilizzazione è stato giuridicamente riconosciuto dalla c.d. “Legge Madia”, e dagli ulteriori stanziamenti previsti dal DPCM, di prossima emanazione, recante i criteri di ripartizione del fondo per avviare il processo di stabilizzazione e abbattere così il precariato storico”.

Oltre a ciò,  incalza il sindacato di base, bisogna tener conto del diritto di avanzamento di carriera per tutto il personale. Ma nella risposta dell’Ente, contenuta nel Piano Triennale delle Attività, si prevede l’assunzione di sole 26 figure interne tra personale tecnico e amministrativo, nonché di bandire concorsi esterni per l’assunzione di 16 profili tra Tecnologi e Ricercatori di II e III livello. “In realtà – ribattono dall’Usb –  l’Ente potrebbe espletare concorsi interni attingendo al proprio personale, garantendo così non solo il diritto di avanzamento di carriera (sotto-inquadrati) ma anche evitando inutili sprechi di denaro pubblico”.

Altro attacco viene portato dall’Usb all’assenza del regolamento di Istituto. “A tutt’oggi – ricorda il sindacato – e ben oltre i termini entro i quali andava approvato, l’Istituto opera completamente in assenza di uno specifico ‘‘Regolamento di Organizzazione e del Personale’’, la cui necessità è formalmente prevista dallo Statuto stesso dell’Ente”. Tuttavia, questa assenza non impedisce l’opera di riorganizzazione delle attività di ricerca in corso, “che tende a condizionare il lavoro dei ricercatori a dispetto della libertà di ricerca scientifica sancita nella Carta europea dei ricercatori. Senza contare che in questo quadro non viene adeguatamente riconosciuta la specificità del ruolo dei Collaboratori Tecnici (CTER) nell’attività di ricerca”.

E il diritto alla formazione?  Tamquam non esset, secondo Usb: “Non è ad oggi perseguita una politica chiara per la formazione del personale che garantisca una crescita professionale reale e continua”.

 

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