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Trattamento fanghi conciari all’Ecoespanso di Santa Croce, Arpat rileva criticità ambientali Ambiente

Continuano i controlli semestrali e i sopralluoghi di Arpat presso l'impianto Ecopisano del distretto conciario di S. Croce sull'Arno (PI), che tratta i fanghi di depurazione conciaria producendo materie prime per l'edilizia.

Subito risolta la criticità rilevata a marzo quando si ruppe un giunto elastico sulla vibrocanala di collegamento tra il forno di pirolisi ed il forno di sinterizzazione, e adeguata dalla Ecoespanso la piattaforma del punto di emissione E1 ai criteri previsti dalla normativa UNI EN 13284-1, per garantire un più efficace campionamento dei microinquinanti.

Le criticità secondo Arpat risiedono, come ha già segnalato più volte negli anni scorsi, nell’usura dell'impianto di essiccazione che non garantiscono una buona tenuta. Tanto che durante uno dei sopralluoghi fu riscontrato un rilascio di fumane lungo lo sviluppo dell’essiccatore a nastro. Il principale rischio è rappresentato dalle polveri raccolte dai filtri a manica dell'impianto di trattamento dei gas che possono contenere cromo esavalente in concentrazione variabile dallo 0 allo 0,1 % p/p.


Il ciclo e gli impianti dello stabilimento Ecoespanso di inertizzazione dei fanghi conciari:

– i fanghi provenienti via fangodotto dagli impianti di depurazione di S. Croce e di Fucecchio vengono centrifugati (portati dal 3% di soliudo al 26-30% di secco.

– un impianto di inertizzazione a caldo (impianto KEU) trasforma i fanghi centrifugati in Granulato Sinterizzato attraverso il loro essiccamento, pirolisi e sinterizzazione: questo materiale secco al 90% viene, previo raffreddamento,  trasportato ai silos di stoccaggio.

– un impianto termoelettrico di trattamento dei gas di scarico brucia tutti i gas di scarico incondensabili provenienti dalla fase di essiccamento ed i gas provenienti dai forni di pirolisi e sinterizzazione, mediante  un post-combustore; si ottiene vapore surriscaldato da inviare in turbina per la produzione di energia elettrica (2.5 MW).
E' nella post-combustore che vengono abbattuti gli ossidi di azoto (NOx), sottoponendo i fumi ad un trattamento con urea. I fumi prima di arrivare al camino finale sono separati dalle polveri residue mediante filtri a manica e depurati dai composti acidi con un sistema di lavaggio ad umido (scrubber).

– in fine, l'impianto Plastofill tratta il granulato inerte in uscita dall’impianto di inertizzazione a caldo KEU per produrre materiale silico-calcareo, materia prima per la produzione di conglomerati bituminosi (HCB Plastofill) e cementizi (Plastofill HSC).

 

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