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Infarto miocardo: nuove scoperte medici grossetani Società

Numeri e risultati interessati per lo studio condotto da un pool di medici della Cardiologia dell'ospedale Misericordia di Grosseto, in collaborazione con l'Emodinamica, i cui risultati sono stati presentati al congresso nazionale dell'Associazione medici cardiologi ospedalieri (Anco) dal dottor Alberto Cresti, cardiologo e coordinatore del gruppo di lavoro, che ha portato l'ospedale Misericordia, e più in generale la sanità grossetana, all'attenzione della comunità scientifica nazionale, per la metodologia e il rigore con cui è stata condotta la ricerca.  Riduzione del 50 % del rischio di trombosi del ventricolo sinistro, che a sua volta può causare l'ictus, grazie all'angioplastica primaria associata ad una doppia terapia antiaggregante, nei pazienti colpiti da infarto acuto del miocardio. Come spiega Cresti “in letteratura questa temibile complicanza raggiunge una percentuale che oscilla tra il 5 e l'8%. Nei 600 pazienti che abbiamo arruolato per lo studio, cui è stata somministrata una doppia terapia con antiaggregante, dopo essere stati trattati con angioplastica coronarica, la percentuale scende al 2 %. Riducendo questa complicanza, si riducono di conseguenza anche altri rischi ad essa legati, come l'ictus. Per i pazienti colpiti da infarto, ciò si traduce in una maggiore percentuale di sopravvivenza e in un significativo abbattimento del rischio di patologie, i cui esiti possono essere fortemente invalidanti e ad alto impatto rispetto alla qualità della vita”.

Foto: www.hcmagazine.it

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