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“In Toscana infiltrazioni delle mafie nelle economie legali” Cronaca

Firenze – Inaugurazione dell’anno giudiziario, lo scenario che viene a galla non è dei migliori. L’appello del procuratore generale presso la Corte di Appello di Firenze, Tindari Baglione, non si offre a interpretazioni: il magistrato chiede la creazione di una “sorta di task force di pronto intervento” nel settore della giustizia, con la funzione di colmare per periodi temporanei “possibili deficienze di organico rispetto alle quali le risorse dei magistrati distrettuali e le applicazioni intra ed extra distrettuali risultano insufficienti”.

“Il sistema giudiziario – ha spiegato – è dotato di una scarsa flessibilità operativa, malgrado la realtà dei fenomeni criminali ponga, talvolta, questo o quell’altro ufficio di fronte a eventi di tale portata da rendere inadeguato l’organico, come il caso della Costa Concordia o della strage di Viareggio”. Di fatto, ha proseguito Tindari Baglione, “manca la concreta possibilità di destinare a questi uffici risorse necessarie per affrontare tali emergenze”.

Se mancano i giudici, o perlomeno sono insufficienti a coprire il fabbisogno in determinate circostanze, dalla Dda arriva una conferma che fa venire i brividi. “In Toscana si sono sviluppati i meccanismi tipici dell’infiltrazione delle mafie nei circuiti dell’economia legale”, sono le parole con cui il procuratore capo di Firenze e della Dda Toscana Giuseppe Creazzo sgombra il campo dai dubbi che potrebbero essere rimasti in tema di “occupazione” mafiosa dell’economia. Tra i meccanismi escogitati dalla criminalità organizzata per riciclare i proventi delle attività illecite, ha spiegato Creazzo, ci sono “l’acquisto di esercizi commerciali e di beni immobili” e “l’attività di impresa esercitata in forma diretta o indiretta”. I settori più sensibili sono “i pubblici esercizi, il mercato immobiliare, l’edilizia e il trattamento dei rifiuti”.

“I fenomeni delinquenziali relativi al crimine organizzato in Toscana sono assai variegati e destano non poco allarme – continua – la Toscana, come altre regioni ricche del Centro Nord è oggetto di continue e crescenti mire espansionistiche da parte di molteplici organizzazioni criminali, alcune inquadrabili nell’ambito delle mafie classiche e altre ricadenti nella sfera delle cosiddette ‘nuove mafie’”. Queste ultime, composte da cittadini stranieri, “non disdegnano di stringere patti e alleanze con altre organizzazioni”.

Infine, si annota un sia pur lieve aumento della durata delle cause penali presso la Corte di Appello di Firenze, nonostante un incremento della presenza media dei magistrati. A darne conto, il presidente della Corte Fabio Massimo Drago nella sua relazione. “La durata media ha subito un aumento seppur insignificante – ha detto Drago – passando dalla media di 540,21 giorni a quella di 548, 57, con una variazione pari a +1,55%. Ciò nonostante la presenza media dei magistrati nel settore sia aumentata rispetto a quella del periodo precedente, passando dalla media del 19,17 a quella del 23,65, quindi con una variazione percentuale pari a +23,37%”. Insignificante, +0,22%, la variazione delle durata delle cause civili. Anche in questo caso si è registrato un aumento, pari al 9,59%, del numero medio dei magistrati presenti nel settore. Per quanto riguarda le cause di lavoro, ha detto Drago, “la durata media dei procedimenti è rimasta sostanzialmente stabile sui tempi dell’anno precedente, tra i 10 e i 12 mesi

 

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