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Inflazione a Firenze, leggera ripresa a febbraio Economia

Aumenta carrello della spesa, pane, frutta e verdura, alcolici e carburanti. Diminuiscono gli alberghi

Firenze – L’inflazione segna una lieve ripresa a Firenze nel mese di febbraio. Ad annunciarlo, è l’Ufficio di Statistica comunale che anticipa così i risultati di febbraio, secondo gli indici per l’intera collettività nazionale e che dovranno essere poi confermati dall’Istat.

Per il secondo mese consecutivo dunque  l’indice dei prezzi al consumo si conferma in leggero aumento, ovvero +0,3%, stessa percentuale registrata a gennaio. La variazione annuale è -0,3% mentre a gennaio era -1,0%.

A contribuire a questo dato sono state, rispetto al mese precedente, principalmente le variazioni nelle divisioni Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,8%), Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+1,0%) e Trasporti (+0,9%) e Abitazione, acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili (+0,5%).

Nella divisione Servizi ricettivi e di ristorazione sono in diminuzione le mense (-0,8% rispetto al mese precedente, -0,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e i servizi di alloggio ( 3,1% su base mensile e +17,1% su base annuale).

Per la divisione Prodotti alimentari e bevande analcoliche, la variazione positiva su base mensile è dovuta agli aumenti di pane e cereali (+0,3% su base mensile ma -2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente), la frutta (+3,4% rispetto a gennaio) e i vegetali (+6,5% rispetto al mese precedente). In controtendenza, le carni (-0,3% rispetto a gennaio 2015) e i pesci e prodotti ittici (-1,8% rispetto al mese precedente, +0,3% rispetto a febbraio 2014).

La variazione negativa della divisione Trasporti (+0,9% rispetto a gennaio 2015) è il risultato dell’aumento dei prezzi dei carburanti e lubrificanti per mezzi di trasporto privati (+1,5% rispetto al mese precedente), del trasporto passeggeri su rotaia (+0,7% rispetto a gennaio) e del trasporto aereo passeggeri (+9,6% rispetto al mese precedente, +3,0% rispetto a febbraio 2014).

Nella divisione Abitazione, acqua, energia elettrica, gas e altri combustibili sono in aumento gli affitti reali per l’abitazione principale (+0,1% rispetto al mese precedente, +0,2% rispetto a febbraio 2014), la raccolta acque di scarico (+6,3% rispetto al mese precedente e +9,9% rispetto a febbraio 2014) e i combustibili solidi (+2,6% rispetto a gennaio 2015).

Per quanto riguarda il metodo, l’Ufficio comunale di Statistica informa che la rilevazione si è svolta dal 1° al 21 del mese di febbraio su oltre 900 punti vendita (anche fuori dal territorio comunale) appartenenti sia alla grande distribuzione sia alla distribuzione tradizionale, per complessivi 11.000 prezzi degli oltre 900 prodotti compresi nel paniere. Sono poi considerate anche quotazioni di prodotti rilevati nazionalmente e direttamente dall’Istituto Nazionale di Statistica. I pesi dei singoli prodotti sono stabiliti dall’Istat in base alla rilevazione mensile dei consumi delle famiglie e dai dati di contabilità nazionale.

Passando al carrello della spesa, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori sono aumentati (+0,8%) rispetto al mese precedente. Rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono invece in diminuzione (-1,4%).
Nei prodotti a media frequenza di acquisto registrano una variazione di +0,1% rispetto al mese scorso. I prezzi di quelli a bassa frequenza sono invariati rispetto al mese precedente mentre sono in diminuzione di 0,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

I beni, che pesano nel paniere per circa il 53%, hanno fatto registrare a febbraio 2015 una variazione di 1,7% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. I servizi, che pesano per il restante 47%, hanno fatto registrare una variazione annuale pari a +1,5%.
Scomponendo la macrocategoria dei beni, si trova che i beni alimentari registrano una variazione annuale pari a -1,1%. I beni energetici sono in diminuzione di -8,3% rispetto a febbraio 2014. I tabacchi fanno registrare una variazione +3,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
La componente di fondo (core inflation) che misura l’aumento medio senza tener conto di alimentari freschi e beni energetici fa registrare una variazione pari a +0,7%.

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