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Ingegneri: “Senza parcheggi e tramvia restyling Franchi progetto a metà” Cronaca, Sport

Firenze – Senza parcheggi, infrastrutture e tramvia si rischia che sia un progetto a metà. Parola dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, che in attesa dell’approvazione dell’emendamento trasversale cosiddetto “sblocca-stadi”  che consentirebbe il possibile restyling del Franchi (oggi la prima votazione in Senato, il 15 alla Camera), prende fortemente posizione sottolineando che “se la strada che si è deciso di intraprendere è questa, non possiamo prescindere da alcune infrastrutture collegate al nuovo stadio, che ne garantiscano la fruibilità ad un numero maggiore di persone e che sia inserito correttamente in un contesto urbano già congestionato”.

Tradotto significa che se il provvedimento a firma Pd, Italia Viva e centrodestra passerà (anche con qualche modifica) come sembra ormai scontato, già alla fine del mese o entro i primi giorni di ottobre potrebbe partire la corsa al nuovo progetto di riassetto complessivo del Campo di Marte che però rischia seriamente di sconvolgere un intero quartiere giudicato da più parti come uno tra i più ambiti per venire a vivere a Firenze. Perché, fa ancora notare il presidente dell’organismo Giancarlo Fianchisti, “se il processo avviato sarà veloce come si prospetta, è necessario attivare contemporaneamente la realizzazione di opere che garantiscano accessibilità e abitabilità del quartiere, in primis la tramvia che dovrà necessariamente arrivare a Campo di Marte. Altrimenti sarà, come spesso succede, un progetto realizzato a metà”. Ma la tramvia prima del 2025 non ci arriverà, mentre il nuovo stadio, aggirando con l’emendamento vincoli e competenze della Soprintendenza, potrebbe essere pronto molto prima. Tralasciando naturalmente la convivenza forzata dei residenti con anni e anni di cantieri. L’invito finale, dunque, è quello di non fare le cose a metà perché gli eventuali lavori dovranno essere eseguiti in contemporanea.

Intanto dal Ministero della cultura trapela tutta l’irritazione del responsabile del dicastero Dario Franceschini che aveva espresso parere contrario all’emendamento. Nessuna dichiarazione ufficiale per il momento, ma il risentimento fanno capire nelle stanze di via del Collegio Romano è molto forte. Nel testo le nuove priorità privilegiano modernizzazione e sostenibilità rispetto alla tutela. E il bello è che la Soprintendenza non si è mai detta contraria a priori a un restauro del Franchi: a patto però di non stravolgere completamente l’identità del monumento progettato da Nervi. Quello che appunto si vuol fare adesso con l’emendamento al decreto Semplificazioni che di fatto da via libera al progetto di Commisso per il nuovo stadio.

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