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Iniziato processo agguato al Cardinale Betori Cronaca

Questa mattina nell’aula 3 del nuovo Palagiustizia a Novoli, con l’ammissione delle prove e la costituzione di parte civile del Cardinale Giuseppe Betori e del suo segretario, don Paolo Brogi –  quest’ultimo da giorni assente da lavoro per una indisposizione legata al tragico agguato del 4 novembre 2011 – si è aperto, nella più completa indifferenza,  il processo contro il presunto aggressore, Elso Baschini, 74 anni, unico imputato, in carcere da un anno, presente in aula a fianco del suo legale, l’Avvocato Cristiano Iuliano. Per il Pubblico Ministero,  Giuseppina Mione, Baschini agì con l’idea di rubare l’oro della Curia – che comunque non è mai esistito – e eventualmente sequestrare lo stesso Arcivescovo.  Sarà l’ora della verità, visto che l’imputato ha sempre sostenuto che parlerà, dirà tutto “solo davanti ai giudici”. La verità è che questo non è solo il processo all’attentatore ma “anche” al Cardinale Betori, al Vescovo Ausiliare Maniago e alla Curia in generale, visto che per diverse settimane, dopo l’agguato, la Polizia ha tenuto sotto controllo i telefoni di Betori, di don Paolo Brogi, di Maniago, e di altri personaggi della Curia, laici e sacerdoti,  intercettando numerose loro conversazioni telefoniche – molte delle quali  ovviamente nulla avevano a che fare con l’agguato –  conversazioni che l’avvocato Cristiano Iuliano ha insistito per far inserire nel dibattimento.

Non a caso, ai primi di giugno scorso, la diocesi aveva diramato una nota ufficiale, a firma di Enrico Viviano, Portavoce e Addetto Stampa dell'Arcivescovo Giuseppe Betori, con la quale informava che "in merito alla reiterata pubblicazione di atti giudiziari riguardanti l'attività di indagine svolta dalla Procura della Repubblica di Firenze sull'agguato che ha visto come vittime Don Paolo Brogi e il Cardinale Giuseppe Betori, l'Arcidiocesi di Firenze ha dato mandato ai propri legali di verificare l’esistenza dei presupposti per iniziative in sede penale e civile nei confronti di tutti coloro che hanno pubblicato – leggasi Panorama, La Nazione ed altri ndr – o pubblicheranno atti e/o documenti, in particolare stralci di private conversazioni telefoniche, al di fuori dei limiti consentiti dalla Legge, che niente hanno a che fare con il fatto criminoso accaduto e gravemente lesivi sia della privacy delle persone coinvolte sia della loro immagine. L'azione – conclude la nota ufficiale – si rende necessaria anche a tutela della figura del Santo Padre e per vedere preservata la libertà di ministero riconosciuta alla Chiesa dalla Legge”. Questo perché prendere estratti di frasi, dette poi in un determinato contesto, e quindi estraniarle del tutto da quel contesto,non possono altro che creare ulteriore confusione. Un occasione d'oro per chi vuole minare l'autorità del Cardinale Betori in primis, poi del Papa, estraneo del tutto alla vicenda, e in fine, ma non ultimo, minare l'onorabilità della Chiesa fiorentina nella Società.

Oggi il giudice ha ammesso la trascrizione di una decina di intercettazioni telefoniche, in più rispetto a quelle proposte dal PM Mione, nelle quali tutti gli interessati parlano del fatto, sembra anche ipotizzando chi ne potesse essere l'autore o comunque i motivi dell'aggressione. Secondo l'avvocato Iuliano queste conversazioni di Betori e don Brogi portano in una direzione diversa da Baschini. Assecondando le stesse richieste, il giudice Scinicariello ha anche ammesso intercettazioni captate da 2 telefonini del vescovo ausiliario  e di altre quattro persone coinvolte nelle indagini per vari motivi, tra cui un addetto della curia e un parroco. Confermate, invece,  le intercettazioni sul telefono di Baschini: il presidente Scinicariello ha respinto l'eccezione della difesa che le ritiene non utilizzabili perché – sostiene l'avvocato Iuliano – disposte solo in base alle indicazioni di un confidente alla Polizia. Su questo punto la difesa potrebbe fare ricorso in Cassazione. Il PM Mione si è opposta evidenziando che le indagini portarono a Baschini anche per altri indizi tra cui l'identikit. Sempre rispetto alle richieste della difesa, il presidente Scinicariello ha rigettato la richiesta di una perizia psichiatrica per Baschini mentre si è riservata di far svolgere una perizia balistica e un esperimento giudiziale.

E’ intenzione di Betori e di don Paolo di richiedere, come risarcimento danni, la cifra simbolica di 1 euro.

Ad un anno e un mese dall’agguato, don Paolo ha ancora in corpo la pallottola sparata dalla pistola dell’aggressore. Pallottola con la quale sembra che dovrà convivere ancora per molto tempo.

Non resta che aspettare le prossime udienze e i relativi “scoop”.

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