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Inizio di settimana all’insegna degli arresti per la Toscana Cronaca

Giornate proficue per il lavoro della Guardia di Finanza in Toscana. Ieri, 10 ottobre, le fiamme gialle di Lucca avevano arrestato, con l’accusa di bancarotta fraudolenta, un imprenditore quarantanovenne di Gallicano (Lucca). Guido Bertei, questo il nome del libero professionista della Garfagnana, agiva in vari settori (dal calzaturiero all’edilizia) ed avrebbe accumulato debiti nei confronti del fisco e di privati per un totale di 12.000.000 di euro. Sono invece 12 le ordinanze di custodia cautelare eseguite questa mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze. Grazie ad un’inchiesta che ha preso il via sulla scorta di alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia, gli agenti fiorentini hanno arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’estorsione ed all’usura i componenti della banda di stampo mafioso guidata da Ciro Di Mauro e Biagio Palumbo. I due pregiudicati campani risiedevano ormai da anni a Firenze ed avevano costruito, con l’aiuto di alcuni parenti, un’associazione criminale legata con la camorra napoletana. Pur nell’omertà delle vittime, le fiamme gialle sono riuscite a ricostruire tre gravi episodi di estorsione di denaro avvenute sul territorio toscano, nonché una serie di episodi minori che avrebbero però fruttato alla combriccola camorristica decine di migliaia di euro. Il primo degli episodi contestati dagli inquirenti riguarda un carrozziere di Prato. Dapprima uno dei componenti della banda si era recato a chiedere il pizzo in officina, quindi il gruppo di malviventi si era offerto di aiutare l’uomo a non pagare ed aveva inscenato l’omicidio dell’autore delle minacce per poi estorcere al carrozziere 60.000 euro per non rischiare di finire in carcere come complice di un omicidio. Gli altri due episodi finiti sotto la lente d’ingrandimento riguarderebbero l’aiuto fornito dalla banda a due professionisti fiorentini per farsi restituire una ingente somma di denaro (700.000 euro) ed una vera e propria spedizione punitiva a Trento per obbligare al pagamento del pizzo un ambulante di fiori che rifiutava di sottomettersi al controllo camorristico. Ma non è finita qui. In questo inizio di settimana all’insegna degli arresti, i carabinieri di Pontassieve (Firenze) hanno eseguito 34 misure restrittive per spaccio e detenzione di stupefacenti, fra le quali 24 in carcere e 8 ai domiciliari, mentre per due persone sono stati previsti un obbligo di dimora ed un divieto di dimora. Nell’inchiesta, partita nel luglio del 2010, sono stati coinvolti spacciatori albanesi, nordafricani ed italiani che prelevavano l’eroina e la rivendevano a basso costo (10 euro circa a dose) nella zona della Valdisieve. Sarebbero stati arrestati, però, anche un imprenditore che opera nel settore della pelletteria nel comune di Rufina ed un dirigente di una griffe di moda. La cosa peggiore, però, è che oltre a tossicomani di lungo corso sono stati segnalati come assuntori di eroina ben 12 minorenni di età compresa fra i 16 ed i 17 anni.

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