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Inkiostro, apre il nuovo spazio popolare del centro storico Breaking news, Cronaca

Firenze – Grande festa ieri pomeriggio per l’inaugurazione di Inkiostro, lo spazio sociale che ha aperto in via degli Alfani, 49, nella splendida struttura quattrocentesca alle spalle della Rotonda Brunelleschi. “Lo spazio ci è stato concesso tramite un accordo con l’Anmic, che detiene il possesso della struttura – spiega Ornella De Zordo, per anni consigliera comunale della sinistra radicale, attualmente leader del laboratorio politico Altracittà – e insieme all’associazione dei Clash City Workers abbiamo deciso di avviare delle attività in questo luogo, nel cuore de centro storico, in una zona comunque fiorentina, popolare e studentesca”.

Un luogo magnifico, che oltre a una sala interna possiede uno splendido chiostro interno quattrocentesco come l’intera, vastissima struttura. il luogo dove si svolgeranno le attività sarà appunto la sala e il chiostro.

Il significato dell’operazione, come spiegano De Zordo, Altracittà, e Lorenzo, dei Clash City Workers, è molteplice.

Intanto, si parte da un presupposto: di fronte  a una città che diventa sempre più meta turistica come “Disneyland del Rinascimento”, “la riappropriazione di uno spazio popolare e autogestito, in cui far convergere le lotte del quartiere, il fermento culturale, l’offerta di servizi (in vista anche un sportello medico, uno che tratti i problemi dei migranti, uno di assistenza anche tecnico-giuridica per il lavoro) rappresenta un atto di affermazione della volontà di tornare alle vere questioni della vita quotidiana”.

Una vera “festa” ha dunque inaugurato uno spazio che ha tutte le caratteristiche non solo per diventare un punto di attività popolare di quartiere, ma anche per aprirsi ad altre realtà. La logica la spiega Lorenzo: “Rimettere in circolazione un principio sempre più importante di questi tempi quello del mutualismo, della solidarietà. In un momento in cui lo stato sociale viene meno a causa dei tagli ai servizi fondamentali, riteniamo siamo importante mettere presidi in senso contrario”.

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