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Innamorati dell’Italia: non chiudete gli ospedali! Dibattito politico

Volterra (Pisa) – “Tutta la nostra rete ospedaliera è un patrimonio della comunità, da tutelare e incrementare nella sua articolazione territoriale e nei valori professionali attraverso forme di integrazione che salvaguardino l’autonomia di ciascun presidio e che nel contempo siano in grado di garantire la circolazione delle professionalità, l’eliminazione degli sprechi a l’innalzamento della qualità dell’intero sistema.

La rete ospedaliera nazionale rappresenta di fatto un valore aggiunto per tutti i cittadini, un articolato sistema di servizi  da salvaguardare e non certo da ridurre, questo vale ovunque ma a maggior ragione nelle aree montane, insulari e in quelle disagiate. Non è chiudendo gli ospedali che risolvono i problemi ne economici ne assistenziali del nostro sistema sanitario.”

Con questo intento l’organizzazione “Innamorati dell’Italia”, l’associazione “Pensiero Celeste”, la “Rete Civica Nazionale” e un  gruppo di sindaci rappresentati dal primo cittadino di Volterra Marco Buselli, si sono attivati per predisporre una proposta di legge che è stata depositata mercoledì 2 luglio 2014 presso la Suprema Corte di Cassazione, al fine di assicurare la permanenza dei presidi ospedalieri laddove questi rappresentano un riferimento essenziale per le comunità locali.

Il coordinamento dell’iniziativa, guidato dal segretario nazionale di “Innamorati dell’Italia” Alessio Berni, sintetizza i punti della proposta:

Salvaguardia e valorizzazione dei presidi ospedalieri, che in un raggio di trenta chilometri non vedano la presenza di altri nosocomi, rappresentando di fatto la funzione di presidio ospedaliero “di frontiera”, capace di essere riferimento reale per i bisogni prioritari di salute della popolazione di un determinato ambito territoriale.

Potenziamento dei Pronto Soccorso e del sistema dell’emergenza, soprattutto in relazione ai tempi di intervento nelle aree più disagiate, rafforzando le condizioni che garantiscano i tempi del soccorso e della stabilizzazione del paziente. In questo senso l’ appropriatezza degli interventi effettuati attraverso elisoccorso deve essere garantita, evitando l’utilizzo improprio e distorto della risorsa.

Autonomia di un plesso ospedaliero, che deve restare indipendente rispetto all’ intersettorialità tra Enti o Istituzioni diverse, mantenendo i criteri numerici minimi già stabiliti per  i “piccoli ospedali”.

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