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Innovazione: nasce la Regione della Salute grazie a 110 milioni dal PNRR Economia, Innovazione

Firenze – Metti insieme l’opportunità straordinaria di avere a disposizione ingenti finanziamenti, la vocazione scientifica e imprenditoriale in uno dei settori più importanti per lo sviluppo non solo nazionale dei prossimi decenni e la capacità organizzativa e di leadership della prima magnifica rettrice dell’ateneo fiorentino, Alessandra Petrucci.

Il risultato non  può essere che il più ampio e promettente progetto di ecosistema dell’innovazione nel settore delle scienze della vita mai visto in Italia con questa quantità di soggetti dell’università, della ricerca e dell’industria. Al punto che il presidente della Regione Eugenio Giani parla di “evento storico” per la Toscana che punta a diventare “la regione della salute”. Per la prima volta le eccellenze toscane si alleano per dare una spinta alla crescita e alla competitività della Toscana. “La Toscana ha una nuova strategia di maggiore collaborazione – ha commentato la presidente del CNR Maria Chiara Carrozza – non sempre è riuscita ad avere una visione integrata nella ricerca”.

Il progetto si chiama THE (Tuscany Health Ecosystem) ed è uno degli 11 “ecosistemi dell’innovazione” finanziati nell’ambito del Piano nazionale di resilienza e ripresa, missione 4 (istruzione e ricerca) e in particolare la componente 2 “dalla ricerca all’impresa”. Al livello di valutazione ha ottenuto uno dei primi punteggi dell’area Centro-Nord (di fatto secondo a pari merito) e il Ministero dell’Università e della ricerca ha deliberato un finanziamento di 110 milioni di euro.

La definizione “ecosistema dell’innovazione” riguarda le aree di avanzata specializzazione tecnologica che corrispondono alla vocazione industriale e della ricerca che con il tempo hanno visto la collaborazione fra istituzioni, enti di ricerca e tessuto produttivo.

Una caratteristica che nel corso degli anni  la Toscana ha costruito nel settore della scienza della vita (Life Sciences) e che è alla base dell’idea progettuale della quale l’Università di Firenze si è fatta capofila coordinando 22 soggetti: sette università (Firenze, Pisa, Normale, Sant’Anna, IMT, Siena e Stranieri), sei enti di ricerca pubblici con il CNR, nove imprese con Confindustria o soggetti privati. Il 9 giugno è nata una società consortile di dodici membri che provvederà al coordinamento e alla gestione (hub) mentre le attività si articoleranno in dieci settori o nodi di ricerca (spoke)  sotto la responsabilità di uno dei membri, ovviamente quello che è più specializzato in quella tematica.

Una parte del finanziamento verrà riservata a due attività che daranno una grande spinta allo sviluppo della regione: attraverso bandi pubblici saranno assegnati fondi per la ricerca applicata di aziende e spin off universitari, e contemporaneamente saranno assunti 300 giovani ricercatori. E’ augurabile che i loro contratti siano adeguati all’entusiasmo e alle competenze che verranno loro richieste. In generale il concetto di base del progetto è quello di incentivare la ricerca applicata e il trasferimento tecnologico alle aziende, come dimostra la è partecipazione convinta di Confindustria Toscana.

I settori di ricerca prescelti sono: le radioterapie avanzate e della diagnostica in oncologia, la medicina preventiva e predittiva, metodi e strumenti avanzati per la salute e il benessere, le nanotecnologie, innovazione per la salute, medicina di precisione e assistenza sanitaria personalizzata, innovazione delle medicina traslazionale, biotecnologie, neuroscienze, robotica e automazione, salute della popolazione.

Tuscany Health Ecosystemha detto la rettrice Petrucci presentando il progetto – rappresenta una sfida importante: I processi di innovazione nelle scienze della vita richiedono un approccio multidisciplinare, competenze specialistiche di alto livello, contaminazione incrociata di tecnologie e conoscenze, un dialogo efficace con e tra ricercatori, clinici, aziende, istituzioni, consulenti, facilitando la loro interazione. THE può rispondere ai bisogni di innovazione e formazione del settore, consentendo il consolidamento dell’ecosistema regionale e rafforzandone la competitività su scala regionale, nazionale e globale”.

 

Nella foto in alto: Alessandra Petrucci a sinistra con i rettori dell’Università di Pisa Paolo Mancarella e la rettrice della Scuola Superiore di Sant’Anna di Pisa Sabina Nuti. 

 

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